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Maggio 16, 2021, domenica

La strage di Superga e le vittime del Grande Torino

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Il 4 maggio del 1949, l‘Italia intera attonita ed addolorata, assisteva alla cronaca della strage di Superga. Un drammatico incidente aereo, che portò alla morte di 31 persone. Tutto inizia alle ore 17,30 quando l‘aereo G212, della compagnia aerea ALI, decolla con a bordo l’intera squadra del Grande Torino. Purtroppo il volo finisce in tragedia, con lo schianto contro la parte posteriore della Basilica di Superga. Provocando così la drammatica morte delle 31 vittime.

A bordo dell’aereo, viaggiava la squadra di calcio del Torino, nota come il Grande Torino. Una formazione di campioni, che aveva portato alla vittoria di 5 scudetti consecutivi. La maggior parte di questi atleti, giocavano anche nella nazionale italiana, godevano così dell’amore e della stima dell‘Italia intera. La squadra era di ritorno dalla capitale portoghese, Lisbona, dopo aver disputato una partita amichevole, per beneficenza. Oltre all’intera formazione del Grande Torino, morirono nella tragedia anche i dirigenti della squadra con gli accompagnatori, l’equipaggio dell’aereo e 3 noti giornalisti sportivi italiani, che viaggiavano con loro.

Le dinamiche del tragico incidente

strage di superga- credits: open.online
credits: open.online

L’aereo decolla da Lisbona, direzione Torino. Le condizioni climatiche durante il volo sono ostili: forti raffiche di vento, nubi e rovesci. Questo mette in difficoltà i piloti durante le manovre di atterraggio. Ma oltre alle condizioni atmosferiche, pare che vi sia stato anche un guasto all’altimetro. Infatti segnava ancora i 2.000 metri di quota, quando invece i piloti si trovavano a soli 600 metri dal suolo. E d’improvviso, senza poter avere alcuna possibilità di salvezza, si trovarono davanti la collina di Superga. Prossimi all’impatto che fu fatale. Ai funerali parteciparono più di 600.000 persone, che si riversarono nelle strade di Torino, per dare l’ultimo saluto alle salme dei giocatori. Un monumento commemorativo, con alcuni resti del relitto, è oggi conservato nel Museo del Grande Torino, a Grugliasco.

a cura di Chiara Bonacquisti

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