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La terapia di conversione

La terapia di conversione è una pratica volta a cambiare l’orientamento sessuale di una persona dall’omosessualità o bisessualità all’eterosessualità, mediante l’utilizzo di violenze. Lo scopo di questa usanza barbarica è quello di creare un collegamento tra il desiderio omosessuale e il dolore, così da inibire gli impulsi. 

Che cos’è la terapia di conversione

Le terapie di conversione sono pratiche messe in atto in moltissimi paesi a partire dalla fine dell’Ottocento e hanno continuato ad esistere anche dopo la depatologizzazione dell’omosessualità da parte della comunità scientifica. Nel 1973 l’Associazione Americana di Psichiatria ha rimosso l’omosessualità dagli elenchi delle malattie mentali e nel 1990, anche l’Organizzazione mondiale della sanità.

Alla base della terapia di conversione c’è sempre stata l’idea che l’omosessualità fosse una condizione anormale. In passato, diversi psichiatri consideravano l’omosessualità come una malattia mentale curabile. Ciò ha permesso che si sviluppassero diverse pratiche volte a curare l’omosessualità, trattandola come una condizione patologica. Sia gli Stati Uniti che l’Europa praticavano – e ancora praticano – queste terribili usanze. I trattamenti più diffusi nella “cura” all’omosessualità sono la lobotomia, la somministrazione di droghe, la castrazione chimica, elettroshock, percosse e violenze psicologiche.

Secondo le statistiche, tra le conseguenze delle terapie di conversione nella maggioranza dei soggetti si riscontrano vari fenomeni quali perdita di autostima, depressione, ansietà, isolamento sociale, vergogna, colpa, disfunzioni sessuali, desiderio di morte e, infine, suicidio.

Uno studio del 2018 svolto dal William Institute della Ucla School of Law ha riportato che la terapia di conversione è praticata di solito da alcuni professionisti del settore sanitario, da membri del clero o altri consiglieri spirituali nell’ambito della pratica religiosa.

Terapia di conversione in America e in Europa

Negli USA diversi stati hanno eliminato la terapia di conversione ma ancora molti la ammettono, soprattutto quelli più conservatori. Nel 2015 Barack Obama – al tempo Presidente degli Stati Uniti – aveva dimostrato esplicitamente la sua contrarietà alle terapia di conversione. Lo Stato della California nel 2018 per primo ha approvato la legge che vieta le cosiddette terapie di conversione negli adulti e non solo sui bambini.

A gennaio 2022 il Canada ha imposto il divieto di usare le terapie di conversione. Diventata fattispecie di reato, la pratica di terapie di conversione ha trovato spazio nel codice penale canadese, che punirà chiunque intenda obbligare qualcuno a sottoporsi alla suddetta terapia. La violazione della nuova legge comporterà una condanna fino a cinque anni di reclusione.

In Europa, nel marzo 2018, il Parlamento Europeo ha condannato le pratiche di conversione con una vasta maggioranza: 435 voti a favore, 109 contrari. Fino ad oggi solo Malta, Spagna e Francia hanno vietato in concreto queste pratiche. Gli unici paesi europei che stanno ancora discutendo sul divieto della terapia di conversione sono Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Germania e Austria; negli altri è ancora legale, e in alcuni, nemmeno oggetto di dibattito.

Francesca Mazzini

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