Le differenze tra le prime fiabe e la versione Disney

La bella addormentata nel bosco è una storia molto conosciuta soprattutto grazie al classico Disney del 1959. Di questa fiaba esistono molte altre versioni precedenti, tra le più famose ci sono quelle di Giambattista Basile (1634), Charles Perrault (1697) e dei fratelli Grimm (1812).

Esistono diverse versioni della storia de La bella addormentata, tra queste il punto in comune è, ovviamente, il sonno in cui cade la principessa. La prima versione della storia risale circa al 1340, quella più recente, invece, l’abbiamo in Maleficent (2014) e Maleficent 2 (2019). Questi due film in live action della Disney riprendono la fiaba approfondendo maggiormente la storia dell’antagonista.

La bella addormentata in Maleficent.
“MALEFICENT” Aurora (Elle Fanning)
Photo credit: Frank Connor ©Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Le prime versioni della storia presentavano elementi più crudi, solo dopo quella di Perrault le parti più perturbanti sono state eliminate.

La bella addormentata – La prima parte

Le varie versioni de La bella addormentata iniziano più o meno come quella che conosciamo grazie alla Disney. La storia si apre con la nascita della principessa e con le fate che le portano i doni. Nel classico animato queste sono tre, mentre nella fiaba sono ben sette. Le prime sei iniziano a donare cose come grazia e bellezza, poi l’arrivo della fata più anziana interrompe i festeggiamenti.

Malefica, nei racconti, è semplicemente la fata più anziana che non era stata invitata. Questa mancanza era dovuta al fatto che era un po’ che non si sentiva parlare di lei, né si vedeva in giro, dunque si credeva addirittura che fosse morta. Non ricevere l’invito indispettisce non poco la fata che decide di maledire la principessa. Come sappiamo dalla Disney, il destino della ragazza è quello di pungersi il dito con il fuso di un arcolaio per poi morire.

Le tre fate del cartone proteggono la piccola principessa nella culla.
Le fate buone all’inizio del film Disney – Photo credit: dal web

L’ultima delle fate buone, che non aveva ancora fatto il suo dono, non può annullare la maledizione, ma riesce a mitigarla. Infatti la principessa non morirà dopo essersi punta il dito, ma cadrà in un sonno per cento anni, dopodiché potrà essere svegliata da un bacio del principe. In seguito a ciò, il re e la regina bandiscono dal regno tutti gli arcolai in modo da salvaguardare la figlia da quell’orribile destino.

Il sonno

Solamente nella versione Disney, la principessa va a vivere nella foresta insieme alle fate sotto il falso nome di Rosaspina (nome che viene dai fratelli Grimm). Nelle altre fiabe lei vive al castello, ma una sera, proprio tra quelle mura, incontra un’anziana signora che usa un arcolaio. La principessa è incuriosita perché non aveva mai visto un oggetto simile, ma si punge e la maledizione avviene.

Aurora addormentata nella versione Disney animata.
Photo credit: dal web

Le fate buone fanno addormentare l’intero regno e fanno crescere una foresta di rovi attorno al castello in modo che la principessa possa rimanere indisturbata per cento anni. Questi elementi ci sono familiari: anche nella versione Disney le fate fanno addormentare tutti e ricordiamo anche la foresta di rovi in cui lotta il principe Filippo. La principale differenza è che nella versione animata tutto si sistema in poco tempo senza che debbano passare cento anni!

Eccoci al punto cruciale che cambia a seconda delle versioni: il modo in cui si sveglia la principessa.

Le prime versioni

La fiaba del 1340, ambientata all’epoca dei Greci, è incentrata sulla principessa Zellandine e il suo amore per Troylus. Il padre della ragazza vuole mettere l’amante alla prova, così parte lasciando la figlia in un sonno incantato.
A questo punto il principe non sveglia la ragazza con un bacio, ma la mette incinta nel sonno. Sarà poi il figlio che sveglierà Zellandine. La storia si conclude con il matrimonio di Zellandine e Troylus.

Anche la versione del 1634, intitolata “Sole, Luna e Talia” di Basile presenta lo stupro e altri temi che indirizzano la fiaba ad un pubblico adulto.

Disegno in bianco e nero del principe che passa vicino al regno addormentato.
Il principe arriva nel regno addormentato (illustrazione di Gustave Doré) – Photo credit: Wikipedia

Le versioni successive

Perroult, nel 1697, è il primo ad eliminare ogni elemento disturbante dalla storia e ad inserire quello che conosciamo: il principe sveglia la principessa con un bacio. Questo era arrivato vicino al castello circondato dalla foresta e aveva sentito parlare di questa principessa addormentata vittima di un sortilegio. Coraggiosamente si fa strada tra i rovi e mette fine alla maledizione.

Anche nella versione dei fratelli Grimm è presente questo tipo di risveglio.

La bella addormentata – La seconda parte

La storia raccontata dalla Disney e alcune altre versioni finiscono in questo punto, altre continuano con una trama piuttosto particolare.

La bella addormentata e il principe danzano.
Il finale Disney – Photo credit: dal web

La principessa e il principe si sposano e hanno due figli (Aurora e Giorno) e diventano i nuovi regnanti. Il re, però, aveva deciso di tenere segreta la nuova famiglia a sua madre poiché discendente da una famiglia di orchi divoratori di bambini.

L’orchessa scopre la verità e, quando il figlio è lontano dalla famiglia, decide di visitarla per vendicarsi. Chiede al cuoco di cucinarle i nipoti e la regina, ma questo la inganna proponendole un agnello, una capretta e un cervo. La donna finisce per scoprire l’inganno e tenta nuovamente di eliminare la famiglia preparando una vasca di vipere. Nel frattempo, il re torna e scopre quanto architettato dalla madre, questa, per la vergogna di aver mostrato la sua vera natura, si butta nella vasca delle vipere.

Il significato del racconto

La storia de La bella addormentata rappresenta le fasi della vita della donna. Da bambina, nonostante le premure dei genitori (doni delle fate), è già destinata all’adolescenza (maledizione). Da questa riuscirà a uscire solo dopo l’arrivo dell’amore (principe) per passare alla fase successiva della vita da madre. La vecchiaia può invece essere rappresentata dall’anziana intenta a lavorare con l’arcolaio o dalla fata che lancia la maledizione.

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