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La vergogna della Chiesa, la macchia nera dell’Europa: centinaia di denunce per pedofilia

La Chiesa francese metterà in vendita una parte del suo patrimonio immobiliare per risarcire le vittime di pedofilia da parte del clero. Lo ha annunciato il presidente della Conferenza episcopale francese (Cef), il monsignor Eric de Moulins-Beaufort, al termine dell’assemblea plenaria svoltasi a Lourdes. I 120 vescovi dell’assemblea hanno riconosciuto la “dimensione sistemica” e la “responsabilità istituzionale” della Chiesa transalpina sugli abusi emersi da un rapporto di una commissione indipendente, secondo cui sarebbero circa 330mila i bambini che hanno subito atti di pedofilia a partire dal 1950 nelle parrocchie del Paese. De Moulins-Beaufort aveva già annunciato da parte della Chiesa la promessa di istituire un fondo per iniziare a pagare le vittime. Ora questo fondo sara’ rafforzato “dalla vendita di beni immobiliari di proprietà della Conferenza episcopale di Francia e delle diocesi”.

La Cef ha inoltre comunicato che sarà istituito un “organismo nazionale indipendente di riconoscimento e riparazione” per indagare sulle denunce delle vittime di violenza sessuale. L’organismo sarà guidato da Marie Derain de Vaucresson, dirigente del ministero della Giustizia, la quale, stando alla Cef, “definirà le regole di funzionamento di questa commissione” e verrà messa in condizione di avere “i mezzi per compiere questa missione di risarcimento individualizzato per le vittime”.

Era stata la stessa Conferenza episcopale francese a istituire la commissione indipendente che ha redatto il rapporto sulla pedofilia nella Chiesa negli ultimi 70 anni.  Il dossier, lungo 485 pagine con oltre 2mila pagine di annessi, afferma che alcuni dei pedofili all’interno della chiesa erano “predatori” su vasta scala che hanno preso di mira un numero estremamente elevato di bambini per lunghi periodi, con alcuni che hanno molestato più di 150 vittime. Tra le vittime che hanno denunciato l’accaduto alla commissione di inchiesta c’è stata anche Claudette Couturier, 65 anni, che ha raccontato a France Tv di essere stata violentata da tre preti che si alternavano quando abusavano di lei nel periodo in cui viveva insieme a sua sorella con la nonna alcolizzata. I preti venivano a cena e poi molestavano le due piccole nelle loro camerette. “Hanno rubato 13 anni della mia vita”, ha detto Couturier che soltanto adesso ha avuto il coraggio di parlare per la prima volta. 

Dalla Francia alla Germania, dalla Polonia all’Irlanda, fino agli Stati Uniti, al Cile, al Messico e alla lontana Australia, per citare i casi più clamorosi: la piaga della pedofilia nelle Sacre Stanze ha gravemente infettato decine di Stati e migliaia di diocesi e parrocchie nel corso dei decenni. La geografia degli orrori della Chiesa continua ad allargarsi. E, tra silenzi e omertà, oltre a devastare la vita dei ragazzini abusati e dei loro familiari, provoca danni di immagine e di credibilità all’istituzione ecclesiastica. E anche ingenti perdite economiche per risarcire le vittime, costringendo spesso a vendere parti del patrimonio parrocchiale o diocesano e a chiedere prestiti, come sta per accadere in Francia.

Anche se in questo momento è impossibile avere una stima di quanto la Chiesa nel mondo sborserà nei prossimi mesi e anni, dato che la stragrande maggioranza delle cause sono ancora in corso, resta certo che la più grande somma sborsata è stata nell’arcidiocesi di Boston, nell’ambito del celebre «caso Spotlight», titolo del film del 2015 che ripercorre l’inchiesta giornalistica del The Boston Globe – Premio Pulitzer – sugli abusi sessuali compiuti su minori: 660 milioni di dollari elargiti a 508 vittime. Furono 89 i sacerdoti accusati e 55 quelli rimossi dall’incarico per l’infame crimine, coperti dall’influentissimo cardinale Bernard Francis Law, morto nel 2017. Quel terremoto, nel 2002, travolse la Chiesa americana ma scosse anche il Vaticano: niente sarebbe stato più come prima.

È stato papa Benedetto XVI ad affrontare per primo la situazione ormai deflagrante nei Sacri Palazzi, con due azioni simbolo: la rimozione e la messa in stato di isolamento di un simbolo del male, il potente fondatore dei Legionari di Cristo, il predatore sessuale seriale messicano Marcial Maciel Degollado; il viaggio in Usa nel 2008, durante il quale chiederà perdono alle vittime (mai accaduto prima).

La rivelazione di migliaia di abusi su minori contraddistingue l’ultima parte del suo pontificato: il più dirompente nella cattolicissima Irlanda, dove saranno cacciati vescovi e otre 100 preti.

Papa Francesco accelera la lotta contro la pedofilia avviata dal suo predecessore, e deve affrontare l’esplosione della gerarchia ecclesiale cilena, prendendo una decisione senza precedenti: nel 2018 convoca a Roma tutti i vescovi, e li fa dimettere.

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