Tra gli ospiti di “Belve”, in onda questa sera su Rai 2 alle 21.25, ci sarà anche il concorrente di “Ballando con le stelle” Filippo Magnini. L’ex campione del nuoto racconta la sua versione dei fatti inedita sulle indagini e sulla successiva squalifica per doping: “Sono stato vittima di una macchinazione pazzesca. Ero la pedina attaccabile ma ho registrato tutto durante gli interrogatori. Hanno calcato molto sul mio nome per non toccarne altri; atleti del nuoto ma anche di altre discipline”. Magnini, nel 2017 si ritira e nello stesso anno scopre dai giornali l’indagine per doping: quindi la squalifica fino all’assoluzione nel 2020.

Il processo sportivo durò circa tre anni e Magnini fu condannato anche in appello, ma il 27 febbraio 2020 il TAS accolse integralmente il ricorso proposto dall’ex nuotatore, annullando le sentenze precedenti e proscioglimento l’atleta da tutte le accuse. «È stato difficilissimo, perché comunque era colpirmi su quello che è stata la mia vita, cioè sullo sport. Preferivo essere additato addirittura per non aver pagato le tasse, ma invece toccarmi sullo sport per me è stato qualcosa di devastante. Erano accuse infondate dalle quali mi sono dovuto difendere in tutti i modi. Mia moglie mi è stata vicina» disse tempo fa il nuotatore.

Alla Fagnani rivela molti altri dettagli inediti. “Mi hanno preso di mira perché non ho voluto patteggiare. Ho registrato tutto durante gli interrogatori. E non solo io. Al mio amico Santucci hanno detto: se ci fai il nome di Magnini con te chiudiamo subito. E lui mi ha sempre difeso”.

“Dice cose molto pesanti” osserva la Fagnani. “Sono andato a muso duro e uno dei procuratori mi disse: al di là della verità questa è un faccenda personale tra me e te. Ho richiesto il dvd, ma casualmente quella frase non c’è” sostiene il campione. “Perché non ha denunciato?” domanda la Fagnani. “Ho tempo per farlo. Ma ho ascoltato il consiglio del mio avvocato che mi ha detto: nella vita bisogna vincere, non stravincere”, racconta Magnini.