“La dichiarazione congiunta definisce i nuovi parametri per le relazioni commerciali tra Europa e Stati Uniti e ripristina un importante livello di stabilità e prevedibilità nel commercio transatlantico a vantaggio delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori di entrambe le parti”, si legge in una nota della Commissione europea. Entrambe le parti si impegneranno ad attuare gli impegni chiave contenuti nell’intesa e la Commissione europea ha garantito che “tempistiche e modalità precise” saranno definite rapidamente.  

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha spiegato che “l’Unione europea perseguirà sempre i migliori risultati per i suoi cittadini e le sue imprese. Di fronte a una situazione difficile, abbiamo mantenuto gli impegni assunti nei confronti dei nostri Stati membri e dell’industria e abbiamo ripristinato la chiarezza e la coerenza nel commercio transatlantico”. Von der Leyen ha assicurato che proseguirà la collaborazione con gli Stati Uniti per “concordare ulteriori riduzioni tariffarie, individuare nuovi settori di cooperazione e creare un maggiore potenziale di crescita economica”.

L’accordo tra Europa e Stati Uniti “rappresenta una dimostrazione concreta del nostro impegno a favore di un commercio e di investimenti equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi. Esso porrà la nostra relazione commerciale e di investimento – una delle più grandi al mondo – su basi solide e darà nuovo slancio alla reindustrializzazione delle nostre economie”, si legge ancora nel testo reso noto giovedì 21 agosto. 

Bruxelles punta a eliminare i dazi europei su tutti i beni industriali statunitensi e a migliorare significativamente “l’accesso al mercato per determinati prodotti ittici, frutta a guscio, prodotti lattiero-caseari, frutta e verdura fresca e trasformata, alimenti trasformati, cereali e semi, semi oleosi di soia, carne di maiale e di bisonte”. 

L’Europa si è impegnata poi ad acquistare “una fornitura costante di chip per l’intelligenza artificiale dagli Stati Uniti, destinati ai centri di calcolo europei, per un valore di almeno 40 miliardi di dollari”, ha affermato Sefcovic. Un altro impegno assunto riguarda l’acquisto dal Paese a stelle e strisce di gas naturale liquefatto, petrolio e prodotti energetici nucleari. Il volume di acquisto previsto è di 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) da qui al 2027. Le aziende europee inoltre dovrebbero investire almeno 600 miliardi di dollari (circa 550 miliardi di euro) in vari settori negli Usa entro il 2029.

Ma quali saranno i prodotti coinvolti dalle nuove tariffe statunitensi?

Nella dichiarazione congiunta sono stati indicati i settori principali su cui si applicherà l’aliquota tariffaria del 15%. L’elenco prevede:

  • il settore automobilistico;
  • i prodotti farmaceutici;
  • i semiconduttori;
  • il legname.

Saranno invece esclusi dal tetto tariffario statunitense: 

  • le risorse naturali non disponibili (incluso il sughero);
  • tutti gli aeromobili e le loro parti;
  • i farmaci generici e i loro ingredienti e precursori chimici.

L’aspetto principale su cui si attendevano maggiori chiarimenti era quello della possibile esclusione di alcuni prodotti dalle nuove tariffe statunitensi. I produttori italiani ci speravano ma alla fine non sarà prevista l’esenzione di vini e alcolici dall’applicazione dei dazi di Trump. “Non siamo riusciti a includere vino, liquori e birra tra i settori coperti da soli dazi Mfn. Ma la porta non è chiusa: entrambe le parti hanno concordato di valutare altri settori in futuro, e quello delle bevande resta una priorità offensiva per l’Ue”, ha dichiarato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic, spiegando come negli Usa “c’erano posizioni diverse, e alla fine l’equilibrio complessivo dell’accordo era la priorità”.