Cronaca

L’accordo Fincantieri-Parigi non decolla, affonda

Il governo francese ha fatto uso della clausola che gli garantiva il diritto di prelazione sull’acquisto di Stx France nel caso in cui Fincantieri non avesse concluso gli accordi prospettati per rilevare i cantieri di Saint-Nazaire dalle mani degli azionisti sudcoreani finiti in fallimento

Era nell’aria già da diversi giorni la possibilità che Emmanuel Macron si sfilasse all’ultimo dall’accordo raggiunto con Fincantieri dal suo predecessore Hollande sull’acquisizione di Stx France. Ieri la possibilità si è trasformata realtà: Emmanel Macron ha esercitato, quasi allo scadere dle tempo limite, il diritto di prelazione che il governo francese si era assicurato, di fatto non consentendo a Fincantieri di acquistare il 66,7% di Stx France, i cantieri navali di Saint-Nazaire.

Stx France, fino a poche ore fa nelle mani degli azionisti sud-coreani, sta vivendo una fase di fallimento e per questo è stata messa all’asta, vinta da Fincantieri (fiore ad occhiello dell’imprenditoria italiana, controllata per il 71,6% da Fintecna S.p.A., finanziaria del Ministero dell’economia e delle finanze, leader mondiale nella cantieristica navale), unica a presentare un’offerta compatibile alle regole di gara.
Sembrava fatta, Francois Hollande, dopo lunghe trattative, aveva accordato all’Italia (Fincantieri) il controllo dei cantieri di Saint-Nazaire, acquistati per il 66,7% dalle mani del Tribunale di Seul che si sta occupando della procedura fallimentare, pur tenendosi il diritto di prelazione, da esercitare entro termini ben precisi, nel caso in cui non si fosse concluso l’accordo.

Negli ultimi giorni Emmanuel Macron aveva riaperto le trattative, che Hollande aveva assicurato all’Italia essere vincolanti e ormai concluse, chiedendo che il governo francese partecipasse con Fincantieri al controllo di Stx France per il 50% ciascuno, di fatto azzerando le ambizioni del polo cantieristico navale che ambiva invece ad un saldo controllo.

Con una mossa che ha creato grande tensione, Macron ha esercitato il diritto di prelazione e, di fatto, nazionalizzato Stx France, mandando in frantumi gli accordi precedentemente raggiunti con il governo italiano e Fincantieri.
«La nostra è una decisione temporanea – ha spiegato Bruno Le Maire, Ministro dell’Economia e delle Finanze francese – giusto per darci il tempo di negoziare nelle migliori condizioni possibili la partecipazione di Fincantieri ai cantieri navali di Saint-Nazaire. Vogliamo anche noi costruire un progetto europeo solido e ambizioso».

Insoddisfatti dall’esito della questione i ministri Calenda e Padoan hanno replicato: «Riteniamo che a fronte degli impegni già assunti da Fincantieri a tutela degli interessi francesi non sussista alcun motivo perché la società italiana, leader del settore, non possa detenere la maggioranza di STX, società fino ad oggi sotto controllo di un gruppo coreano per i due terzi del capitale sociale. Riceveremo il ministro Le Maire martedì prossimo a Roma e ascolteremo la proposta del Governo francese partendo da questo punto saldo. Nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi paesi europei. Per realizzare progetti condivisi servono fiducia e rispetto reciproco».

Diverse sono state in queste ore le ricostruzioni dei motivi che hanno portato il governo francese a far saltare l’accordo: c’è chi sostiene che si tratti di una mossa di politica interna, votata dall’esigenza di calmare le rappresentanze sindacali in allerta per i possibili tagli all’organico di Stx France che Fincantieri avrebbe fatto, soprattutto nell’ottica di voler emanare una riforma del lavoro nei prossimi mesi che dovrà contare obbligatoriamente anche sull’appoggio dei sindacati. C’è anche chi sostiene che Macron si sia sfilato dalle trattative per divendere il know-how dell’azienda di casa, che sarebbe potuto essere messo irrimediabilmente in pericolo dati i rapporti dell’Italia con i cinesi, cosa non accaduta sotto le mani dei sud-coreani che pur dimostratisi cattivi azionisti, hanno difeso Stx France.

Intanto il governo francese respinge le accuse di protezionismo, fenomeno contro il quale proprio Emmanuel Macron si era scagliato (anche muovendo critiche a Donald Trump) e contrario alle logiche europee di compartecipazione, di cui proprio i francesi si vantano. «Stx fa parte degli interessi nazionali sia per i dipendenti che rappresenta sia per la particolarità di questi cantieri, che hanno un know-how unico. Pertanto quando si negozia con partner internazionali è normale che lo stato possa alzare i toni. E’ come in diplomazia, bisogna far vedere le armi e mostrare che le armi ci sono. Questo permette di negoziare meglio» – ha risposto Bruno Le Maire.
«Si tratta di una forma di negoziati con i partner italiani. Si vuole riaffermare il posto che compete alla Francia, gli interessi nazionali della francia in Stx, in questi grandi cantieri navali che sono fondamentali per la nostra economia nazionale» – precisa Chrisophe Castaner, portavoce del governo francese.

Come detto, nei prossimi giorni Emmanuel Macron incontrerà in Italia i ministri Calenda e Padoan, insieme al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, per fare chiarezza sui fatti e proporre il “grande progetto industriale europeo”, ma non è detto che Fincantieri dia una seconda possibilità, il treno potrebbe essere ormai passato e non voler tornare indietro, soprattutto alla luce della perdita che il titolo italiano ha avuto sui mercati nelle ultime ore (Fincantieri chiude la giornata di ieri a -8,7% su Piazza Affari) a causa dell’accordo naufragato.

Lorenzo Maria Lucarelli

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