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L’altro volto della guerra in Ucraina, le ripercussioni sui bambini

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La guerra è iniziata da pochi giorni ma per i più vulnerabili, i bambini, le conseguenze sono già drammatiche. La guerra in Ucraina è un tipo di guerra di cui tutti abbiamo letto sui libri di storia ma che nessuno pensava potesse ripetersi. Dall’Ucraina arrivano le testimonianze dei civili, video da brividi. Chi paga le conseguenze della guerra più di chiunque altro sono sempre i bambini, se orfani o malati ancora di più.

I bambini orfani

I numeri vengono aggiornati continuamente, di ora in ora. Fino a ieri l’allarme riguardava 500mila bambini del Donbass alle prese dal 2014 con la guerra lenta e silenziosa nell’est dell’Ucraina, quella che lascia anche “cicatrici psicologiche inguaribili”, dove le scuole distrutte sono 780. Adesso, però, l’emergenze riguarda almeno 7 milioni di indifesi per i quali vi è il concreto rischio di non avere futuro. 

L’Ucraina ospita molti bambini negli orfanotrofi, tanto che per anni è stato uno dei Paesi che ha maggiormente favorito l’adozione internazionale. Ad oggi nel Donbass, la regione al confine con la Russia vi sono decine di orfanotrofi, casermoni in stile sovietico vicinissimi al fronte di guerra. Secondo l’analisi di Save the Children solo nell’Ucraina orientale “più di 400mila minori vivono nelle aree ad alto rischio” per gli  “impatti diretti della presenza di soldati e artiglieria, che includono la possibilità di essere feriti o uccisi da pistole, mine e armi esplosive, o di essere sfollati dalle loro case”.

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Bambini malati oncologici nei rifugi- Photo Credit: web

I bambini malati di tumore

L’ ong Soleterre, impegnata in Ucraina dal 2003, ha diffuso le immagini del bunker dell’Istituto del cancro di Kiev, dove sono rifugiati 25 bimbi all’Istituto per il cancro e 20 all’Istituto di neurochirurgia. Si tratta dei casi più gravi, bambini non trasportabili in case di accoglienza o ospedali più sicuri. Questi bimbi, ancor più fragili, non possono interrompere le cure. Sono stati allestiti giacigli di fortuna nei sotterranei: senza luce, senza acqua calda, senza il rispetto delle minime condizioni igienico sanitarie. Cominciano, peraltro, a scarseggiare gli elementi di prima necessità come cibo o pannolini.  Natalia Onipko, presidentessa della Fondazione Zaporouka, l’organizzazione gemella di Soleterre, ha raccontato con la voce rotta e con la paura nel cuore:

“I bambini con patologie oncologiche che gestisce nel paese la Dacha. – stanno lottando due guerre: quella contro il cancro e contro l’invasione russa. Sono stremati, alcuni hanno già vissuto questi traumi”.

I bambini in fuga

Chi può fugge, anche a piedi perchè il carburante è introvabile. Se alcune donne si sono arruolate nell’esercito, molte altre insieme ai loro piccoli cercano di attraversare il confine. Si tratta di un esodo biblico, lo raccontano le immagini di code lunghe chilometri alla frontiera con la Polonia. Sono indifesi ed incolpevoli costretti ad abbandonare la loro terra e lasciare i loro padri per tentare di salvarsi la vita. Le organizzazioni sono mobilitate per fornire aiuti e accoglienza, si stanno organizzando corridoi umanitari per fare arrivare anche in Italia le più innocenti tra le vittime. In una nota di Unicef si legge:

“Al momento non abbiamo numeri, non sappiamo in quanti arriveranno ma ci stiamo preparando”.

Mentre la Russia tenta, a tradimento, di colpire proprio i bambini sganciando dagli aerei militari giocattoli carichi di esplosivo in una notte di guerra, in un rifugio della metropolitana di Kiev è nata Libertà: la bambina divenuta simbolo del rigenerarsi della vita. Nonostante l’orrore, nonostante lo scempio, nonostante il massacro.

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