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Maggio 13, 2021, giovedì

Lara Cardella, il femminismo ribelle di un caso letterario mondiale

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Benvenuti nell’universo femminile di LetteralMente Donna. Nella puntata di oggi fare un viaggio nella società patriarcale italiano. Parleremo di donne, di femminismo, di libertà e di condizione ancestrale femminile. Affronteremo un vero e proprio caso letterario italiano e non solo. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a Lara Cardella

Lara Cardella, il successo, l’oblio e la riscoperta

Nel 1988, a soli diciannove anni, Lara Cardella decise partecipare ad un concorso letterario per romanzi inediti indetto dalla rivista Cento Cose. Fu così che l’allora giovanissima scrittrice siciliana pubblicò con Mondadori il romanzo “Volevo i pantaloni” che cambierà per sempre la sua vita. Con il suo testo di ribellione verso una società che non dà diritti alle donna la Cardella conquista il mondo. Ne deriverà un grande successo segnato da altre pubblicazioni letterarie e dall’esperienza televisiva con “Il processo Biscardi”.

Le sue continue denunce contro ingiustizie e conformismi la condannarono però all’oblio. “C’è sempre stato questo tipo di aria attorno ame, le cose che ti vengono dette a mezza voce. Proponevo un libro e mi chiedevano di scrivere d’altro”, ha dichiarato la Cardella in un’intervista. Ora è un’insegnante a Bergamo ed ha pubblicato nel 2013 l’ultimo romanzo dal titolo “Io non farò rumore”. In mezzo anni di oblio dove però la Cardella non ha mai smesso di essere un caso letterario.

Intervista a Lara Cardella, fonte Grazia D’Appolito

Volevo i Pantaloni, la denuncia femminista

Quando nel 1989 uscì “Volevo i pantaloni” Lara Cardella scandalizzò totalmente l’Italia e il mondo. Arricchito da termini dialettali e scritto in maniera leggera questo romanzo offre uno spaccato sociale di quella Sicilia degli anni 60′-70′ ancora ancestrale per le donne. Un mondo visto dagli occhi di una giovane donna ribelle che non accetta una condizione di totale inferiorità femminile. “Ogni giorno era una violenza in più che la mia mente subiva, e arrivai al punto di desiderare davvero un marito per non dover più sopportare i silenzi di mio padre e i pianti di mia madre…”, si legge in “Volevo i pantaloni”.

Un grido di dolore che fa emergere la denuncia femminista di una situazione in cui una donna non vorrebbe mai trovarsi. Una condizione che la protagonista del romanzo come la sua scrittrice ribelle non accetta andando contro ogni stereotipo. Ne emerge un bisogno profondo come quello di essere uguali agli uomini anche nelle piccole cose come, ad esempio, portare i pantaloni. Un bisogno raccontato senza fronzoli ma facendo emergere direttamente la verità attraverso una storia di finzione.

Stefano Delle Cave

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Stefano Delle Cavehttp://wwww.metropolitanmagazine.it
Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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