Cinema

“Il laureato”, film che mette a confronto generazioni agli antipodi

Il laureato, pellicola del 1967 ha come protagonista il giovane Benjamin Braddock, studente modello fuori, angosciato ribelle in tumulto dentro. Attraverso un percorso che segue la sua formazione, si denunciano le ipocrisie della middle class americana dell’epoca. Il neolaureato ed acerbo Benjamin torna a casa ancora spaesato e incerto sul da farsi.
La prima scena del film è girata in aeroporto, come sottofondo la prima canzone di una delle più incredibili colonne sonore di sempre.

Questa è interpretata da Simon & Garfunkel, tra tutte svetta la canzone Mrs.Robinson, l’unica scritta appositamente per il film. Il protagonista sembra divorato dall’inquietudine, gli occhi sembrano quelli di un adolescente alla prima delusione amorosa, ma non è così.
Il suo malessere è frutto di un’energica apatia, quella di chi ha voglia di fare ma per paura rimane bloccato e rappresenta quello di un’intera nazione.

Dustin Hoffman ne "Il laureato" - Credits : web
Dustin Hoffman ne “Il laureato” – Credits : web

“Il laureato”, la signora Robinson

Ben, tornato a casa fresco di laurea,trova in casa ad accoglierlo una schiera di amici di famiglia semi sconosciuti pronti a festeggiarlo. Si rifugia allora nella sua stanza dove viene raggiunto dalla signora Robinson, che tenta di sedurlo. La donna è la moglie del socio del padre, personaggio epico, archetipo primo della milf in cerca del toyboy. Mrs robinson è una persona profondamente annoiata e sfoga la sua insoddisfazione nell’alcol e nelle sigarette.

Inizia una relazione con Ben un po’ per noia, un po’ perché ne ha voglia ma anche per compiere un gesto provocatorio contro una società ipocrita e borghese di cui lei stessa è portavoce. C’è da dire che Dustin Hoffman al tempo della pellicola, pur recitando il ruolo del ventenne, di anni ne aveva ormai trenta e la differenza d’età con Anne Bancroft era di soli sei anni.

Anne Bancroft – Credits : web

Un bravo ragazzo ribelle

La relazione tra Ben e la signora Robinson è destinata a finire (male), in quanto appartengono a generazioni che sognano e vogliono cose differenti. La storia tra Ben e la figlia dei Robinson Elaine (Katharine Ross) all’inizio del film viene forzata come un matrimonio combinato, ma quando il protagonista sviluppa veri sentimenti verso la ragazza non tutti sembrano capirli.

Benjamin dapprima viene visto come il bravo ragazzo da presentare alla figlia e dopo come un ribelle che attraverso la sua personale rivoluzione riesce maturare e a diventare uomo, tirando finalmente fuori un po’ di carattere. Si crea così una contrapposizione tra generazioni portatrici di opposti valori etici, che sfocia nella plateale scena finale.
Il film è perfettamente riuscito, tutto sembra in equilibrio.

Le musiche fanno da sottofondo a scene memorabili, i dialoghi sono corti e sagaci, i colori vibranti. A Nichols oltre a riconoscere il merito per l’Oscar vinto, va riconosciuta la coraggiosa scelta registica del protagonista. Il ruolo dello studente imbranato sembra cucito addosso all’allora sconosciuto Dustin Hoffman, preso dopo il rifiuto di Robert Retford che giudicò il film troppo naif per lui.

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Valeria Lombardi

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