
I tecnici dei ministeri del Lavoro e dell’economia stanno lavorando sullo sgravio al 50% sui contratti stabili e 100% per l’assunzione di giovani under35.
Sgravio triennale
Nell’ambito del lavoro potrebbe attestarsi uno sgravio triennale almeno al 50%.
Questo riguarderebbe tutte le assunzioni stabili, a prescindere dall’età.
L’esonero, però, salirebbe al 100% se venissero assunti a tempo indeterminato (apprendistati inclusi) i giovani, under35.
Così si potenzierebbe l’attuale incentivo (triennale, ma al 50%) introdotto dalla scorsa legge di Bilancio che, nei primi sei mesi dell’anno, ha agevolato circa 40mila contratti stabili.
Irrigidimento dei contratti a termine
L’obiettivo del Governo è chiaro:
“Far tornare le imprese ad assumere, rendendo più conveniente la firma di contratti a tempo indeterminato”.
“È importante, però, non irrigidire i contratti a termine. I dati sul lavoro ci dicono che normative troppo severe, in un contesto di crisi, frenano la possibilità di dare continuità lavorativa alle persone e penalizzano le aziende. Per questo, a mio avviso, va aperta una riflessione sui contratti a termine”.
Si è espressa in questo modo, sulla questione, la sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi.
Oltre al Pd, anche Iv preme per correggere il decreto dignità.
Infatti, i senatori Iv, il 28 settembre hanno presentato al decreto Agosto un emendamento per consentire la proroga dei contratti per un massimo di due volte, senza l’apposizione di causali e penalità, alla scadenza dei primi 12 mesi.
Rilancio della formazione duale
Importante, quindi, sarebbero gli investimenti sulle competenze, a cominciare da soft skill e discipline Stem.
“Anche a grazie ai fondi europei vogliamo rilanciare il sistema di formazione duale, che sta funzionando in mezz’Europa, non solo in Germania, e gli Its, gli Istituti tecnici superiori, che sono veri e propri passepartout per l’occupazione”.
“Se vogliamo davvero incamminarci sul sentiero della crescita, dobbiamo aggredire, con coraggio, il mismatch”.
“Non è più tollerabile che una assunzione su tre non si realizzi per assenza dei candidati con i profili richiesti dalle aziende”.
Dote iniziale
Per gli sgravi triennali si ragiona su una dote iniziale di 5-6 miliardi.
Dal Recovery Fund, per il pacchetto lavoro, ci si aspettano almeno 20/30 miliardi.
Il progetto per gli ammortizzatori sociali
È ancora atteso il progetto di riforma degli ammortizzatori sociali.
Il nuovo meccanismo di tutela e sostengo al reddito si legherebbe a doppia mandata alle politiche attive, e si “adatterebbe” alla gravità, o meno, della crisi aziendale.
Nel caso in cui l’impresa viaggia verso la chiusura o la cessazione, lo strumento di integrazione salariale sarà affiancato da una formazione mirata al lavoratore per aiutarlo a farlo rientrare nel mercato del lavoro.
Invece, nel caso in cui l’azienda ha “difficoltà temporanee” e ha necessità di riorganizzarsi, la politica attiva sarà indirizzata a supportare il processo aziendale, in un’ottica di riqualificazione delle risorse.
L’attuale Cig Covid-19 resterebbe fino a fine anno (9 settimane a carico dello Stato, altre 9 con un contributo dell’azienda utilizzatrice); ma non è escluso che possa proseguire (con risorse pubbliche) per quei settori ancora in forte sofferenza.
Lo smart working
Per quanto riguarda lo smart working, la disciplina semplificata oggi in vigore è destinata a terminare a metà ottobre, ma con una proroga dello stato d’emergenza continuerebbe a sopravvivere.
L’esecutivo punta a dare più spazio alla contrattazione collettiva.
Attualmente, sul blocco licenziamenti non è ancora stata presa una decisione.





