Ennesima reazione doveva essere ed ennesima reazione è stata! La Lazio di Simone Inzaghi, ancora una volta, ha dimostrato di sapersi rialzare dopo una sconfitta pesante in questa stagione e porta a casa una vittoria sonora e pesante, sia nel punteggio sia per importanza, contro una Spal volenterosa ma nettamente inferiore.

Sotto gli occhi del C.T della Nazionale Roberto Mancini, presente all’Olimpico, sono andati in gol solo giocatori italiani: alla doppietta del solito Ciro Immobile (giunto a quota 8 reti nella classifica marcatori) si aggiungono i gol di Cataldi e Parolo per la Lazio e di Antenucci per la Spal.
Il risultato finale premia ampiamente le scelte di formazione di Simone Inzaghi, che rilancia dal primo minuto in regia il laziale Danilo Cataldi al posto degli infortunati Leiva e Badelj, lascia ancora una volta in panchina Luis Alberto e Correa, schiera Felipe Caicedo a supporto di Immobile e, sulla fascia destra, lo spagnolo Patric al posto di Marusic.
E proprio Cataldi si è presa tutta la scena e gli applausi in questo lunch match grazie ad una prestazione superlativa, condita dall’assist per l’1 a 0 di Immobile direttamente da calcio d’angolo, battuto in maniera magistrale, e dal bellissimo gol del 3 a 1 con un tiro da fuori area che ha chiuso i giochi. Senza contare la fase di copertura condotta egregiamente e un altro pregevole assist nel primo tempo sprecato da Milinkovic Savic a due passi dalla porta avversaria difesa dal fratello Vanja Milinkovic.
Una rivincita in piena regola quella del ragazzo di Ottavia, campione d’Italia con la Primavera laziale nel 2013, reduce da due anni a dir poco difficili, con due prestiti al Genoa e Benevento non proprio felici e con un rapporto burrascoso con la Curva Nord, che non aveva digerito l’esultanza di Cataldi ai tempi del Genoa dopo un gol di Pandev.
Un ragazzo che sembrava un predestinato ma che invece si era “perso” proprio sul più bello, tanto da finire al Benevento la scorsa stagione in prestito con obbligo di riscatto, obbligo non concretizzatosi solo per la retrocessione dei sanniti. Per tutto il mercato estivo si era parlato di Cataldi come di un esubero da cedere, in via definitiva o in prestito oppure da utilizzare come pedina di scambio per qualche colpo in entrata.
Ma il ragazzo non si è mai perso d’animo, ha lavorato sodo e si è messo a disposizione di Inzaghi aspettando la sua occasione, pur sapendo di partire dietro nelle gerarchie di un centrocampo foltissimo. La sua attesa è stata ripagata e anche per Cataldi è arrivata meritatamente la grande occasione del riscatto, complice l’assenza pesante di Leiva per infortunio e i problemi fisici di Milan Badelj, sostituto naturale del brasiliano. Onore a questo giovane laziale, con l’augurio che possa riprendere da oggi quel percorso per diventare una bandiera della Lazio, iniziato tre anni fa e interrotto bruscamente. Da troppo tempo i tifosi stanno aspettando una bandiera laziale, cresciuta nella Lazio…

Chi, invece, sembra essere già un capitano, pur senza fascia, è Ciro Immobile, che continua inarrestabile a macinare gol, a scalare la classifica marcatori, a difendere il titolo di capocannoniere e a caricarsi sulle spalle l’intera squadra.
Le polemiche sul suo ruolo in Nazionale lasciano il tempo che trovano: in questa Lazio Ciro è imprescindibile, la punta di diamante, il Re Mida che trasforma in oro ogni occasione da gol e anche contro la Spal, sotto gli occhi di Mancini, lo ha dimostrato.
Buona la prova di Felipe Caicedo, che anche stavolta ha saputo ripagare la fiducia di Inzaghi: è vero che nel primo tempo si è letteralmente divorato un gol, con le squadre ancora ferme sullo 0 a 0, ma questo giocatore dimostra in ogni partita di non risparmiarsi mai, di lottare su ogni pallone e di sfruttare al meglio il suo strapotere fisico al servizio dei compagni: il gol del 2 a 1 segnato da Immobile è stato creato dall’ecuadoriano, che ha difeso il pallone strenuamente, resistendo agli assalti della difesa della Spal, e ha servito a Immobile un assist perfetto.
Felipe CaicedoBene anche Patric, che ha fatto una partita da perfetto gregario della Lazio, tutta lotta, corsa e sacrificio: su ogni pallone o contrasto non si è tirato indietro. Con un pizzico in più di precisione avrebbe fatto una partita eccezionale, ma lo spagnolo ha sostituito benissimo Marusic e non lo ha fatto rimpiangere. Da lodare anche l’applauso tributato da tutto lo stadio a Milinkovic Savic al momento della sostituzione: il serbo è ancora lontano dalla forma migliore, ma in campo si è sacrificato, e questo è stato molto apprezzato.
Da rivedere la prova della difesa, che in più di un’occasione ha peccato in fase di marcatura, come in occasione del momentaneo pareggio di Antenucci.
Adesso testa all’Europa League e al Marsiglia per difendere il secondo posto nel girone che vale il passaggio ai sedicesimi.
Gian Battista Mannone





