Cultura

“Le Rane” di Ficarra e Picone connubio di comicità e tradizione

Torna al Teatro Eliseo dopo il successo riscosso al Teatro Greco di Siracusa, Le Rane di Aristofane con Ficarra e Picone, per la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Lo spettacolo rimarrà in scena fino al 9 dicembre.

Le rane è un testo secolare di Aristofane che viene rappresentato in modo innovativo e contemporaneo grazie alla comicità di Ficarra e Picone, che avvicinano in un unicum i ceti più alti a quelli meno abbienti. La risata è un ponte per le differenze, la quale facilita la fruizione di un classico come il suddetto in modo facile e immediato.

PH ©: F. Centaro

Il viaggio verso l’Ade di Dioniso, dio del Teatro, insieme al suo servo Xantia, per riportare in vita Euripide, diventa un percorso sorprendente sia a livello drammaturgico sia a livello scenografico. L’impianto testuale ha una forte carica semantica e di grande attualità. I versi di Eschilo, che difatti verrà scelto da Dioniso come miglior tragediografo che potrà salvare la città di Atene, hanno un impatto di forte verità. I migranti che come Dioniso traghettano verso un’altra terra e che vengono dal mare non sono degli hostes ovvero nemici o stranieri ma sono in primis degli esseri umani da salvare e non lasciar morire fra le onde di un mare ostile. Il coro degli iniziati ha un ruolo centrale, soprattutto per gli stacchi strategici che apportano alla commedia. Magistrali i performer sia nel canto sia nella coreografia. La scenografia consta di una scena mobile di grande inventiva che insieme agli attori costituisce e dà vita ad un vero coro greco. Gli stessi attori impersonano le celebri rane da cui prende la denominazione il testo. Il loro gracidare koax koax , si trasforma in un canto armonizzante a cappella.

PH ©: F. Centaro

La fine dello spettacolo è costituita da un pannello che riproduce un’intervista di Pier Paolo Pasolini a Ezra Pound, due letterati distanti tra loro ma immensamente vicini. La poesia, la letteratura, la fantasia può portare gli uomini alla salvezza e soprattutto alla riflessione. Atene ai tempi di Aristofane non è tanto lontana dal nostro Belpaese, privo di uomini saggi e onesti. La contaminazione tra contemporaneo ed antico adoperata dal regista, é un modo per avvicinare totalmente il cosiddetto “popolino” al teatro considerato di alta estrazione. E’ importante guardare i classici per poter capire e comprendere in modo consapevole il mondo che ci circonda. Corsetti diventa così un degno erede di Pasolini che come aveva fatto con Totò per Uccellacci e Uccellini, unisce la risata popolare allo spettacolo classico. Corsetti difatti assembla la comicità di Ficarra e Picone con la storica commedia dell’antico Aristofane.

 

Giorgia Pampana

 

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