Con la fine della quarta stagione di The Bear, molti fan stanno già facendo i conti con quel vuoto fin troppo familiare che si prova dopo aver guardato una serie così intensa dal punto di vista emotivo – una serie che, soprattutto in questi ultimi episodi, è riuscita a riportare in auge quella che molti considerano l’epoca d’oro della serialità televisiva. Fin dall’inizio, la storia ha catturato l’attenzione degli spettatori mescolando il caos della cucina con lotte profondamente personali, offrendoci uno sguardo crudo sul peso delle aspettative, sui traumi del passato e, soprattutto, sulla pressione di cercare di rimanere a galla professionalmente. Ma mentre aspettiamo la prossima stagione, abbiamo un’ottima occasione per immergerci in altre serie che offrono un’esperienza altrettanto intensa.

La più nuova tra queste è sicuramente The Studio, che non condivide di certo l’ambiente culinario con The Bear ma la forza dei suoi personaggi e le relazioni lavorative basate sul conflitto. Creato da Seth Rogen, The Studio è una satira dietro le quinte di un importante studio cinematografico, che segue i dirigenti mentre si destreggiano tra l’ego degli artisti, la pressione del botteghino e le richieste dell’industria. La serie si addentra nell’assurdità di tutto ciò, ma offre anche acute osservazioni sulla creatività, l’autenticità e la reale tensione tra arte e commercio. Proprio come Carmy in The Bear cerca di salvare un ristorante in rovina con standard incredibilmente alti, i personaggi di The Studio lottano per rimanere al passo con i tempi in mezzo al caos aziendale. Quel senso di urgenza, le relazioni emotivamente cariche e anche l’imminente esaurimento di professionisti che hanno a cuore il proprio lavoro sono ciò che rende queste due serie allineate.

Cosa vedere dopo The Bear

Se invece si vuole rimanere in cucina, Sweetbitter con Ella Purnell è la scelta naturale. Chi ha apprezzato The Bear si identificherà con l’ambiente di lavoro, le dinamiche tra i colleghi e la costante sensazione di essere al limite. La serie segue Tess, una giovane donna di campagna che si trasferisce a New York e inizia a lavorare in un ristorante di lusso. La storia esplora il caotico mondo della ristorazione, seguendo al contempo la crescita personale di Tess, che si confronta con rigide gerarchie e la sua solitudine nella grande città. Sweetbitter presenta il ristorante come uno spazio competitivo, dove la pressione e i conflitti personali si accumulano uno sopra l’altro. Non raggiunge la stessa profondità emotiva o la stessa maestria tecnica di The Bear, ma offre una prospettiva su come la vita personale e il lavoro in cucina possano confondersi e iniziare a consumarsi a vicenda.

Per rimanere invece con gli stessi volti di The Bear, Shameless è la scelta definitiva. Ciò che avvicina Shameless a The Bear è il suo ritratto onesto di personaggi distrutti che cercano di sopravvivere, finanziariamente e psicologicamente. La serie è incentrata sulla famiglia Gallagher, guidata da Fiona, che si assume la responsabilità di crescere i suoi fratelli mentre il loro padre alcolizzato è meno presente di quanto dovrebbe. Ambientata a Chicago, proprio come The Bear, la serie è cruda, caotica e senza filtri nel descrivere le difficoltà delle famiglie che vivono in povertà e fanno di tutto per sopravvivere. E Jeremy Allen White è protagonista anche in Shameless.

Alessandro Libianchi

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