Cultura

L’Etichettario, Antonio Zoppetti: l’abuso degli anglicismi nella lingua italiana

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Il titolo è  L’etichettario. Dizionario di alternative italiane a 1800 parole inglesi, un testo di Antonio Zoppetti edito dalla casa editrice  Franco Cesati Editore, specializzata in linguistica. In questo nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, ecco una guida illustrata all’uso delle parole italiane da usare, in alternativa, al lessico inglese; sempre più presente all’interno del consueto linguaggio parlato.

L’Etichettario, Antonio Zoppetti e l’anglomania ossessiva: come far rivivere la lingua italiana

Non è una guerra contro i forestierismi quella di Antonio Zoppetti ne L’etichettario. Dizionario di alternative italiane a 1800 parole inglesi, bensì una tutela alla preziosità dell’italiano: una lingua straripante di storia, cultura e bellezza. La lingua non è, semplicemente, un mezzo di comunicazione ma è, soprattutto, l’elemento significativo con cui un popolo si identifica.

L’obiettivo non è demonizzare la lingua inglese ma arginare questa anglomania che, nel tempo, è diventata sempre più imperante nel lessico quotidiano. L’Etichettario di Antonio Zoppetti offre copiose valide alternative di termini italiani a quei vocaboli inglesi che, oramai, sono parte integrante della lingua del Belpaese.

Negli ultimi trent’anni la comparsa di parole nuove provenienti dagli anglicismi è aumentata; il lavoro de L‘Etichettario non è una censura, né un fanatismo che affonda le sue radici in ideologie puriste: è un progetto di riscoperta.

Uno stuolo di sinonimi per far rivivere l’italiano a discapito dell”’italinglese”

L’approccio con cui Antonio Zoppetti presenta il progetto contenuto ne L’Etichettario è, senza dubbio, positivo. L’italinglese è sempre più vivido nel linguaggio parlato e non sempre di facile comprensione a tutti. In un momento storico in cui i social prediligono l’immediatezza e spesso espressioni inglesi, c’è da chiedersi, non ci si sta forse un po’ troppo dimenticando della bellezza dell’italiano? L’abuso degli anglicismi è ormai evidente e, Zoppetti, dà a una scelta a coloro i quali hanno voglia di riscoprire la bellezza del lessico italiano. Ecco perché non bisogna pensare a questo progetto come una lista nera volta all’emulazione della politica linguistica del fascismo, bensì è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della propria lingua da molti, troppi, anni bistrattata. Ma quali sono i problemi a cui si va incontro, utilizzando di continuo locuzioni e vocaboli inglesi?

Ecco due possibili opzioni: in primis, utilizzare anglicismi non è sempre di facile comprensione per tutti. Alcune parole, utilizzate anche nel linguaggio tecnico o nel lavoro, possono risultare ostiche. Si pensi a un appassionato di letteratura che, in una delle sue letture, incontra il termine ”Plot”: non è detto che colga la semantica di quel vocabolo immediatamente. L’altro possibile problema in cui si può incorrere è che il dilagare di termini inglesi vada sempre più a incrementarsi, svilendo e tralasciando sempre più l’importanza della lingua italiana. Il risultato è un impoverimento del linguaggio, una non conoscenza delle alternative italiane e dei sinonimi e, di conseguenza, una vera e propria regressione della lingua.

L’Etichettario, Antonio Zoppetti: qualche esempio di utilizzo

Il libro si struttura come un piccolo atlante delle parole in ordine alfabetico; quasi un sillabario illustrato in cui, accanto a ogni termine, si ritrovano vari corrispettivi in lingua italiana da utilizzare come sinonimi, ma anche la spiegazione e i contesti in cui utilizzare le parole; il tutto, accompagnato da illustrazioni ma anche da aneddoti, precisazioni linguistiche, curiosità e la storia sull’origine di alcuni termini. Ecco un esempio di un neologismo inglese entrato a far parte della lingua italiana:

Quel vestito è troppo mainstream: ” Si può dire tendenza dominate, opinione corrente. […] Ma talvolta si utilizza con accezione negativa: commerciale, non d’autore”. Ne L’Etichettario di Antonio Zoppetti questo è quello che si legge alla voce mainstream. Di seguito, un breve elenco di alcuni lemmi inglesi utilizzati all’interno della lingua italiana con tutte le valide alternative che l’autore propone:

  • Backup: copia, duplicato di riserva.
  • Caregiver: assistente familiare.
  • Fake: farlocco, falso.
  • Problem Solving: capacità di risolvere i problemi. Nel linguaggio aziendale, una serie di tecniche e strategie di risoluzione.
  • Prequel: l’antefatto di una storia. Nel testo, a questo termine, sono accostate anche le parole Remake e Sequel.
  • Marshmallow: dolcetti chiamati ”cotone dolce” o popolarmente ”toffolette”. A questa voce, Antonio Zoppetti aggiunge anche l’origine di questi dolcetti, la loro diffusione e la creazione dei traduttori del termine ”toffolette”. Molto interessante!
  • Off Topic: fuori tema. Espressione che, spesso, si incontra su Internet.
  • Rumor: indiscrezione, notizia ufficiosa.
  • Size: taglia,misura, formato.

Questi sono solo alcuni degli anglicismi ormai entrati a far parte dell’eloqui corrente. L’uso compulsivo di terminologie e locuzioni straniere, tuttavia, potrebbe essere uno dei motivi riguardanti l’impoverimento della loquela e della comunicazione verbale.

Adoperare termini dal significato analogo, come i corrispettivi italiani degli anglicismi ormai in uso, non solo arricchisce il modo di interagire; ma è un’azione di riscoperta verso il proprio retaggio e la propria lingua. Il progetto dell’autore Antonio Zoppetti si inserisce in un atto d’amore dovuto alla propria lingua che, oggi più che mai, deve essere riscoperta, utilizzata ed esaltata.

Stella Grillo

Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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