Cosa sta succedendo in Libano, e quali sono le conseguenze del piano USA per disarmare Hezbollah?
Il 7 agosto, il governo libanese ha fatto un passo che molti definiscono un cedimento strategico: ha approvato l’introduzione di un piano statunitense per il disarmo di Hezbollah, il movimento sciita sostenuto dall’Iran. La mossa arriva sotto pressione diretta di Washington e con il peso costante dei bombardamenti israeliani, che hanno già ucciso almeno cinque persone e ferito dieci civili solo nell’ultima ondata di attacchi nel Libano orientale.
Cosa prevede il piano
Il testo, consegnato dall’inviato americano Tom Barrack, prevede una tabella di marcia per sottrarre le armi alla formazione, formalmente parte del tessuto politico libanese ma soprattutto forza armata autonoma e radicata nei quartieri popolari e nel sud del Paese. Secondo il ministro dell’Informazione Paul Morcos, il governo ha approvato l’ingresso del piano senza fissare scadenze, ma il segnale politico è già chiaro.
Hezbollah ha reagito con durezza, accusando l’esecutivo di “mettere il Libano nelle mani del nemico sionista” e di minarne la sovranità, aprendo la strada a nuove aggressioni. Anche Teheran ha fatto sapere, tramite Iraj Masjedi delle forze Quds, che
il disarmo non avverrà.
Cosa accadrà in Libano dopo quest’ingerenza USA riguardo Hezbollah?
Sul terreno, la Forza interinale dell’ONU in Libano (Unifil) ha dichiarato di aver scoperto nei pressi di Naqoura una rete di tunnel fortificati contenente depositi di armi, artiglieria, lanciarazzi e mine. Israele, che continua a colpire il Paese nonostante il cessate il fuoco, ha minacciato un’escalation militare se Hezbollah non deporrà le armi.
In un contesto in cui il governo cede a un’agenda dettata dagli Stati Uniti e calibrata sugli interessi di Tel Aviv, il rischio è che il Libano si ritrovi svuotato della propria capacità di deterrenza, entrando in una spirale di attacchi sempre più asimmetrici. Per chi guarda la politica mediorientale da una prospettiva antimperialista, il messaggio è chiaro: le pressioni esterne stanno piegando la sovranità libanese, e il prossimo passo potrebbe essere una guerra aperta “giustificata” proprio dal disarmo che oggi si cerca di imporre.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine




