Cultura

Liga para todos

Il personaggio

David Medié Jiménez, fischietto catalano di 34 anni alla prima annata in Liga. La sua polemica e controversa direzione di gara del caliente derby della comunitat de Valencia del “Mestalla” ha consentito alla squadra di Marcelino di imporsi per 3-1, tra le galoppanti polemiche e l’indignazione del popolo delle “rane”.

Dal goal clamorsamente annullato a Coke per una spinta di Gabriel Paulista sul compagno di squadra Gaya, alla rete del 2-1 di Vietto (che ha interrotto un sortilegio lungo quasi un anno) viziata da una posizione di fuorigioco, al rigore – generoso per usare un eufemismo – guadagnatosi da Zaza e trasformato da Parejo.

Un disastro che costerà all’arbitro catalano un mese di stop. Il minimo sindacale per un carneade della liga e delle sue ataviche e imprescindibili polemiche arbitrali.

La polemica

Più  che di una polemica, si tratta di un vero e proprio terremoto destinato a scuotere le fondamenta del calcio spagnolo. La partita incriminata, Levante-Saragozza del 2011, è finita sotto l’occhio vigile della “Fiscalia Anticorrupciòn” che ha indagato ben 36 tesserati delle due squadre, tra cui  l’ex presidente Iglesias e il tecnico messicano Aguirre.

I reati contestati vanno dalla corruzione all’alterazione del risultato sportivo, con quasi un milione di euro passato misteriosamente dalla casse del club aragonese a quello valenciano, che fruttarono – secondo l’accusa – il 2-1 ospite e la salvezza del Saragozza a discapito del Deportivo La Coruna sconfitto in casa dal Valencia.

La richiesta dell’accusa è di due anni per gli indagati e prevede la possibile penalizzazione del Saragozza. In attesa di nuovi sviluppi, le uniche vittime – oltre ai tifosi del Deportivo – restano gli sportivi spagnoli, fino ad oggi estranei a fatti di combine e partite vendute sotto banco.

La frase

“Qualcosa è cambiato. Abbiamo perso, è vero, ma contro un rivale con qualità e disputando un’ottima gara. Siamo in quattro squadre a contenderci la salvezza, anche se non guardo la classifica e mi preoccupo solo della mia squadra. I fischi finali? Giustificabili, quando si perde la rabbia pervade sia noi che il pubblico”

(Clarence Seedorf)

La preview del prossimo turno

Archiviato lo 0-0 interno con il Getafe, il Barcellona vuole ritornare al successo in casa dell’Eibar dopo due pareggi consecutivi e la consapevolezza, insita nello spogliatoio blaugrana, di non aver fatto ancora nulla nonostante i numeri da capogiro. “Siamo agli ottavi di Champions, primi e imbattuti nella liga e in finale di Copa del rey: un patrimonio grande da custodire senza cali di  tensione – ha sentenziato un realista Piqué.

Il Real Madrid reduce dall’impresa europea con il PSG sembra una squadra convalescente con sprazzi di lucida e infinita follia calcistica, con CR7 pronto – dopo la doppietta ai parigini – ad aggiornare il suo score e quello delle merengues nell’inferno del “Benito Villamarìn” di Siviglia.

Fari puntati anche su Las Palmas-Siviglia: due squadre dalla dimensione iper offensiva obbligate – per motivi opposti a portare a casa l’intera posta, a maggior ragione in questo periodo positivo per entrambe. Match da si salvi chi può programma a Mendizorrotza tra Alaves e Deportivo, mentre l’anticipo tra Girona e Levante pesa come un macigno nel doppio binario europa league per i catalani e salvezza per valenciani.

Chiudono il programma le  sfide tra deluse dell’ultimo mese, ovvero Espanyol-Villarreal,  il testa coda Malaga-Valencia e Real Sociedad -Leavante, uno scontro diretto per la salvezza soprattutto per demerito dei baschi, protagonisti di una stagione al limite dell’osceno.

 

 

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