Moda

L’influencer Daniele Nuzzi sceglierà Beteyà tra i brand da lanciare sui social

L’influencer Daniele Nuzzi sceglierà Beteyà tra i brand da lanciare sui suoi social network Beteyà, una linea di abbigliamento solidale in cui si unisce il bello e il buono. Un brand solidale che viene fuori dall’estro di un gruppo di giovani di Catania e migranti, il tutto realizzato all’interno di un edificio confiscato alla mafia. A portare questa nuova realtà sui social è proprio l’influencer Daniele Nuzzi, originario di Villaricca, ma che da anni vive a Roma, nella Capitale. Il giovane, classe ’89, promuove sui social diversi marchi italiani e internazionali di abbigliamento e accessori. La sua pagina Instagram viene seguita da più di 70mila follower. Ma scopriamo qualcosa di più sul brand catanese.

Beteyà: il brand di abbigliamento bello e buono

Il suo nome è Beteyà ed è una start-up di abbigliamento realizzata all’interno del progetto “Sud – Arte e Design”. Grazie al lavoro di quattro siciliani ex disoccupati e quattro migranti provenienti dalla Nigeria, dal Mali, Senegal e Gambia nasce l’atelier a Catania. Il nome parla da sè: infatti Beteyà è una parola della lingua mandinga, parlata nell’Africa occidentale e significa proprio “bello e buono”. Un’espressione che richiama esattamente a ciò che il nuovo fashion brand catanese inneggia: la bellezza nella bontà, nel far del bene.

L'influencer Daniele Nuzzi sceglierà Beteyà tra i brand da lanciare sui social

La storia di Beteyà

Il progetto Beteyà affonda le sue radici nel 2017, quando un network di partner dell’entroterra siciliano propone il progetto “Sud – Arte & Design” per il bando “Beni Confiscati 2016” di Fondazione con il Sud. Il progetto, infatti, si proponeva di sostenere la legalità. E con l’ Associazione Don Bosco 2000, il D.A.S. Società Cooperativa, Confcooperative Sicilia, il Comune di Villarosa e l’Associazione Culturale Bellarrosa è stato possibile dare il via ad un progetto che ha come parole d’ordine legalità, sostenibilità, eticità e integrazione.

Il 4 ottobre 2017, infatti, prende il via il progetto affinché il bello si unisca nella legalità: l’atelier infatti viene lanciato nei beni confiscati alla mafia. Partono i lavori durante l’anno successivo in cui verrà definito il piano di strategia, marketing, raccolta dei materiali e formazione dei giovani. A dicembre 2019 viene inaugurato il primo concept store nel centro storico di Catania. Il concept non è solo luogo di vendita, ma è luogo di condivisione, integrazione, cuore pulsante del progetto. Viene aperto anche un secondo concept store l’anno successivo, nel 2020 nel centro commerciale Le porte di Catania, chiuso di recente a causa delle restrizioni Covid.

Il cuore del progetto Beteya: fare del bene

Beteyà ha un cuore pulsante, che è il cuore che permette al brand di portare avanti i propri valori: la legalità. Le scelte marketing del brand, infatti, risiedono proprio nel valore che incarna il progetto. No a tutto ciò che è illegale, tutto ciò che va contro l’integrazione, il rispetto, la dignità dei popoli come persone, a prescindere da razza o religione. Nel progetto, infatti, sono presenti le storie di tutte le persone che lavorano nel brand, portando al suo interno storie, valori e emozioni. Non a caso, il visual denominato “people” rappresenta il cuore del progetto con un grande spirito di aggregazione e lavoro di squadra.

Il brand è presente su tutte le piattaforme social Instagram e Facebook.

Arianna

Classe '93, viene adottata dalla Capitale nel 2012. La passione per la scrittura l'ha portata qui su InfoNerd. Tra anime, manga, serie tv, musica, cinema, ama tutto ciò che sia Arte.
Back to top button