Sport

L’Italia dell’atletica non si ferma più: Massimo Stano è medaglia d’oro

Adv

L’Italia dell’atletica non si ferma più: Massimo Stano è d’oro nella 20 km di marcia! Il 29enne barese di Palo del Colle, nel caldo torrido di Sapporo firma un capolavoro, in testa a guidare il gruppo dal 12° km e poi, con una progressione irresistibile, a operare la selezione decisiva, frantumando un gruppetto inizialmente composto da sette atleti. Vince in Giappone (in 1h21’05”), mettendo in fila due giapponesi, Koki Ikeda d’argento e Toshikazu Yamanishi di bronzo.

Nulla da fare per gli avversari del Sol Levante che sulla carta sembravano favoriti: Koki Ikeda, il giapponese che ha duellato con lui e ha tenuto botta quando alla fine mancava un chilometro, s’è arreso alla forza dell’azzurro chiudendo con un ritardo di 9 secondi. Non ne aveva più, così come il connazionale Toshikazu Yamanishi, che ha perso contatto dai battistrada accumulando un distacco di 23 secondi.

Massimo Stano ha chiuso con il tempo di 1 ora, 21 minuti e 5 secondi: decisivo e irresistibile il suo forcing a 4 km dal traguardo, che gli ha permesso di distanziare i temibili nipponici padroni di casa e di vincere per distacco la prova. L’Azzurro nella calura di Sapporo (35 gradi, umidità dell’80%) ha trovato le condizioni ideali per fare la differenza e regalarsi la più bella giornata della sua carriera.

Per il 29enne pugliese delle Fiamme Oro, primatista nazionale nella 20 km di marcia, è il primo grande alloro della carriera dopo l’argento conquistato nel 2013 agli Europei Under 23. L’altro Azzurro, Fortunato, ha chiuso in quindicesima posizione.

E’ la 33esima medaglia in totale per la selezione azzurra alle Olimpiadi di Tokyo 2020: l’Italia ha finora conquistato 7 ori, 10 argenti e 16 bronzi. Gli Azzurri con tre medaglie d’oro nell’atletica leggera hanno eguagliato le imprese di Mosca 1980 e Los Angeles 1984: e non è ancora finita.

Il metallo più prezioso nella 20 km di marcia mancava da Atene 2004, quando a vincerlo fu Ivano Brugnetti ed è il terzo dopo il successo di Maurizio Damilano che risale a Mosca 1980. Una tradizione che si rinnova e ritrova lo smalto perso negli ultimi anni, basta dare un’occhiata anche ad altri risultati in altre specialità per comprendere le proporzioni dell’impresa di Stano: mette il suo nome in calce alla lista che annovera le altre medaglie d’oro arrivate nella 50 kmcon Alex Schwazer a Pechino 2008, Abdon Pamich a Tokyo 1964 e Pino Dordoni a Helsinki nel 1952.

Adv
Adv
Adv
Back to top button