L’Italia deve decidere quali armi inviare ai paesi del Golfo. In cima alla lista delle richieste c’è il sistema antimissile Samp-T. L’Italia disporrebbe al momento da tre a cinque di questi sistemi antimissile Samp-T per la difesa del territorio nazionale, in attesa dell’aggiornamento Ng (New generation), uno dei quali è stato già consegnato all’Ucraina. Roma dovrebbe quindi acquistarne prima di cederli. Il Samp-T richiede anche personale addestrato: lo stesso problema delle donazioni all’Ucraina. E i militari italiani non possono andare in un territorio di guerra senza autorizzazione parlamentare.
C’è poi il sistema antimissile Aster 30, che si trova a bordo della Spartaco Schergat impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro. La fregata potrebbe essere mandata a Cipro nella missione di protezione che impegna già Francia, Spagna e Olanda. Ci sono anche, aggiunge Repubblica, i sistemi anti drone C-Uas (Counter-Unmanned aircraft systems), apparecchiature radar e satellitari, il cannone Skynex (in consegna ai reparti italiani) e poi il lanciamissili Grifo con un raggio d’azione però inferiore a quello dei Samp-T. In ultimo, i jammer-bazooka in dotazione ai fucilieri dell’Aeronautica e all’artiglieria contraerea dell’Esercito con rilevatori di radiofrequenze, disturbatori e sistemi di cattura di velivoli ostili sono stati usati per la sicurezza del Vaticano.
Italia, le risoluzioni sull’Iran votate alla Camera
Il 5 marzo la Camera ha approvato una risoluzione dei partiti di centrodestra sulla nuova crisi in Iran, in seguito all’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro il Paese Mediorientale. La risoluzione di maggioranza, firmata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, è stata approvata dopo le comunicazioni in aula sulla questione mediorientale del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto. Insieme alla maggioranza ha votato a favore anche Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Hanno invece votato contro la risoluzione Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, mentre i partiti di centro – Azione, Più Europa e Italia Viva – si sono astenuti. La risoluzione presentata dalla maggioranza riguarda tre ambiti principali: la sicurezza militare, la cooperazione europea e la gestione dell’utilizzo delle basi militari presenti in Italia.
Il primo punto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa in Medio Oriente. In particolare, il governo viene invitato a «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane» nell’area. Questo obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso l’impiego di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza. Lo scopo è proteggere i cittadini italiani presenti nella regione, sostenere i Paesi alleati e salvaguardare le infrastrutture strategiche, anche per prevenire possibili ripercussioni sul piano energetico che potrebbero avere effetti anche in Italia. La risoluzione impegna inoltre il governo italiano a partecipare attivamente allo «sforzo comune» dell’Unione europea. In particolare, è chiamato a sostenere gli altri Stati membri che lo richiedano nella difesa del proprio territorio «da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». Il riferimento è al recente attacco con droni lanciato dall’Iran contro la base britannica di Akrotiri, a Cipro, Paese che fa parte dell’Unione europea dal 2004.
Il documento chiede infine al governo di confermare il rispetto degli accordi internazionali che regolano l’uso delle basi militari presenti in Italia e concesse all’esercito statunitense. Questi accordi prevedono, tra le altre cose, l’utilizzo delle basi per attività addestrative e per il «supporto tecnico-logistico».




