Cronaca

Livorno, aggredito un dodicenne per le sue origini ebraiche

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In un Paese che continua a reputarsi civile, la libertà sembra destinata a rimanere un lusso che in pochi possono permettersi. Che sia per motivi legati all’orientamento sessuale, al credo o alla provenienza, infatti, gli episodi di odio e intolleranza sono all’ordine del giorno. L’ultimo di questi, per non dire l’ennesimo, ha visto coinvolto un ragazzino di appena dodici anni di origini ebraiche e residente a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno. Stando a quello che riferisce l’Ansa, il piccolo sarebbe stato aggredito da due ragazze di quindici anni e ricoperto di insulti antisemiti. Per questo motivo, il padre ha immediatamente sporto denuncia e ha ricevuto il sostegno dell’amministrazione comunale.

Antisemitismo in provincia di Livorno alla vigilia della Giornata della Memoria

Tra pochi giorni, più precisamente il 27 gennaio prossimo, ricorrerà l’anniversario del Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Peccato solo, però, che invece del passato, qui si farebbe prima e meglio a commemorare il fallimento del presente. Difatti, alla vigilia di una ricorrenza che dovrebbe avere un grande significato per tutti noi, a Livorno si è verificata la milionesima aggressione a sfondo razziale d’Italia, questa volta ai danni di un dodicenne. La causa? Il fatto di provenire da una famiglia di origine ebraica. Oggigiorno non dovrebbero verificarsi più avvenimenti del genere, eppure pare che non facciano altro se non aumentare.

Il fatto risale a domenica scorsa, intorno alle ore 18.00 si legge sull’Ansa. Il bambino si trovava in compagnia di alcuni coetanei quando, all’improvviso e senza alcun motivo, sarebbe stato travolto dagli insulti e le percosse di due ragazzine poco più grandi di lui. Frasi e azioni irripetibili, che ledono profondamente la dignità e l’integrità di qualsiasi essere umano, figuriamoci quelle di un bambino. Non a caso, riporta l’Ansa, gli avrebbero riservato affermazioni del tipo: “Devi bruciare nei forni“. Non appena venuto a conoscenza dell’accaduto, il padre si è precipitato dalle Forze dell’Ordine e ha formalmente denunciato le aguzzine del figlio.

Il sostegno dell’amministrazione comunale

Sulla questione, si è espressa anche la sindaca della cittadina Alberta Ticciati, la quale si è detta profondamente contrariata e si è impegnata a prestare tutto l’aiuto possibile alla famiglia del ragazzo. In particolare, in una nota diffusa dall’Ansa, ha dichiarato che:

Una situazione incredibile, da pelle d’oca, sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese. L’amministrazione comunale non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita. […] Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima. […] Va indagata, approfondita, compresa, e fortemente stigmatizzata“.

Ciò nonostante, in uno Stato con una Storia come quella italiana e in cui vige dal 1993 la Legge Mancino (di cui alcuni ben pensanti, anni fa, ne proposero addirittura l’abrogazione), che sanziona e condanna qualsiasi tipo di atto (fisico o verbale) di violenza e discriminazione per motivi legati alla religione, alla razza e all’etnia, un tale livello di attenzione dovrebbe essere sempre presente.

Scritto da Diego Lanuto.

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