Nuove restrizioni in vista per Natale 2020. Il governo infatti sta studiando un nuovo lockdown per le festività natalizie per scongiurare una terza ondata di contagi da coronavirus. Questa ipotesi che prevede anche un coprifuoco anticipato è stata presa per evitare nuovi assembramenti da shopping natalizio. Nelle prossime 48 ore il provvedimento ufficiale del governo che sta pensando ad una nuova zona arancione.

Coronavirus, il nuovo lockdown di Natale

Non è passata inosservata la folla di persone scesa in strada nei giorni scorsi per lo shopping natalizio nelle grandi città. Il Cts ha già fatto sapere che c’è bisogno di ulteriori misure restrittive per scongiurare una terza ondata di coronavirus. Ecco perchè il governo è lavoro per un nuovo lockdown per i delicati giorni delle vacanze natalizie. “Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale. Spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata”, fa sapere il ministro Speranza. Il titolare del dicastero della Salute insieme al ministro degli Affari Regionali Boccia vorrebbe una chiusura unica in stile tedesco dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Il governo invece sembra più propenso per dichiarare la zona arancione. Si tratta di un provvedimento caro all’esecutivo che salvaguarderebbe almeno i negozi che potrebbero funzionare per i clienti del proprio comune di appartenenza mantenendo più attiva l’economia rispetto alla zona rossa. Una misura a cui si affiancherà quanto già stabilito con il Dpcm del 3 dicembre che chiude i confini regionali dal 21 al 6 gennaio salvo per motivi di urgenza, salute e lavoro.

La nuova stretta del governo, fonte Corriere della Sera

La zona arancione natalizia

A Palazzo Chigi si vaglia l‘ipotesi di una zona arancione che scatti dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 1 gennaio e poi infine dal 5 e 6 gennaio. Non si potrà uscire in quei giorni dal proprio comune di residenza salvo possibile deroghe per comuni limitrofi con meno di 5000 abitanti o lo spostamento entro 20-30 km dalla propria residenza. Resterebbero aperti i negozi solo per clienti nel proprio comune di residenza mentre chiuderebbero i ristoranti che funzionerebbero solo con l’asporto e il delivery.

Al vaglio anche una stretta per il coprifuoco che nei giorni interessati potrebbe essere spostato alle 18 o alle 20. La decisione finale sarà presa dal governo entro domani. Nell’attesa si discuterà al ministero della Salute sul parere formale richiesto ed espresso dal Cts. Poi una nuova riunione con i ministeri coinvolti, le Regioni e le Provincie Autonome prima della decisione finale.

Stefano Delle Cave