L’ex ministro e ambasciatore britannico Peter Mandelson, arrestato nell’ambito di un’indagine sul presunto trasferimento di informazioni sensibili al finanziere americano e condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, è stato rilasciato su cauzione, ha annunciato la polizia di Londra
Mandelson è accusato di aver passato a Epstein informazioni riservate fra il 2009 e il 2010, quando era ministro nel governo di Gordon Brown: in particolare, il politico britannico avrebbe allertato il magnate americano sull’imminente piano di salvataggio dell’euro da 500 miliardi, oltre che su progetti di privatizzazioni e di politica fiscale. Tutte informazioni di cui Epstein potrebbe aver approfittato per fare soldi a palate: da parte sua, è venuto fuori che Mandelson aveva ricevuto pagamenti per 75 mila dollari dal finanziere.
La polizia britannica aveva già lanciato qualche settimana fa una indagine criminale su Mandelson, che di conseguenza si è dimesso dalla Camera dei Lord, di cui faceva parte (anche se non ha perso il titolo: per questo ci vuole un atto del Parlamento, che il governo ha detto di voler avviare con urgenza). Mandelson, che già lo scorso settembre, alle prime avvisaglie dello scandalo, era stato sollevato dall’incarico di ambasciatore negli Usa, ha lasciato anche il partito laburista.
Il coinvolgimento di Mandelson negli Epstein Files mette a dura prova la tenuta del primo ministro britannico Starmer, che aveva personalmente nominato l’ex ministro come capo della diplomazia britannica a Washington.





