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Lost in Play, recensione: quanto era bello essere bambini

Crescendo ci rendiamo conto maggiormente di quanto fosse bello essere bambini: niente pensieri, tasse, lavori a cui pensare; ti organizzavi con il tuo amichetto del palazzo dove vivevi, del quartiere dove abitavi e iniziavate a giocare tutto il pomeriggio ad acchiapparello, nascondino e campana. Lost in Play vuole farci rivivere questa sensazione e io in questa recensione vi parlerò di come mi ha emozionato giocare questo titolo.

Lost in Play, recensione: uno studio nuovo di zecca dietro questo titolo

Lost in Play, recensione: quanto era bello essere bambini

Happy Juice Games è uno studio con sede a Tel Aviv, incentrato su giochi di avventura con grafica, animazione e game design di alta qualità. Il titolo di debutto dello studio, Lost in Play, è un’avventura epica edificante su un fratello e una sorella che cercano di trovare la strada di casa mentre attraversano paesaggi immaginari e surreali. Lo studio ha già collaborato con 11Sheep in The Office Quest.

Lost in Play, recensione: creature magiche, piccioni dispettosi e molto altro

L’avventura di Lost in Play ci porta in un mondo meraviglioso. Il gioco dà libertà alla fantasia facendo immaginare inseguimenti con orsi giganti, partite a dama con degli esserini oscuri, simili agli hearthless di Kingdom Hearts, ma più buffi e goffi. Una vecchietta che viene salvata in caduta da un gruppo di piccioni, uno gnomo-fata in mutande. Insomma, la comicità e l’immaginazione non manca per niente in questo titolo.

Lost in Play, recensione: quanti bei enigmi da risolvere

Lost in Play racchiude un avventura punta e clicca che è molto intuitiva nel gameplay. Non bisogna premere combinazioni di tasti particolari per potersi godere l’esperienza. Farete amicizia con creature magiche di tutti i tipi, attraverserete paesaggi onirici e fantastici in cui i due fratelli protagonisti, Toto e Gal, dovranno collaborare per ritrovare la via di casa.

Lost in Play, recensione
Lost in Play, il gatto della protagonista..beh..sgamato!

Un gioco perfetto da giocare con i propri bambini

La particolarità di questo titolo è che può essere giocato da letteralmente qualsiasi fascia d’età. In qualunque caso, Lost in Play vi divertirà non poco con la sua comicità, goffaggine, la grafica che ricorda stili di cartoni animati più recenti che hanno segnato la nostra infanzia (o adolescenza, io sono del ’97) come Gravity Falls, Hilda e Over the Garden Wall. La varietà di creature magiche farà divertire i bambini, che vedranno creature fantastiche di ogni genere, da uno gnomo vestito da fatina dei denti, un goblin che cavalca un cigno gigante e così via.

La cosa che preferisco di Lost In Play è che non è tutto “prova l’oggetto A con l’oggetto B” all’infinito finché non hai trovato la giusta combinazione di oggetti. Per esempio, per riparare una sveglia, non solo devi svitare le piccole viti con il tuo cacciavite e ruotare la batteria nel verso giusto, ma devi anche risolvere un piccolo puzzle di piastrelle scorrevoli per assicurarti che gli ingranaggi siano tutti allineati correttamente. Poco dopo, devi anche svegliare il tuo cane con un campanello, il cui suono fa sognare i campanacci delle pecore. Lì troveremo un altro puzzle logico in cui il tuo cane da pastore deve radunare le pecore in recinti specifici su una griglia.

La difficoltà dei puzzle ricordava molto il tipo di enigmi con cui mi divertivo nei giochi del Professor Layton. Non sono nemmeno così astratti come quelli di Layton, il che li fa sentire più pertinenti al compito da svolgere. Non vi preoccupate, se non avete idea di come risolvere gli enigmi, potete usare i suggerimenti che vi fornirà il gioco.

Però, adoro l’aspetto e il modo in cui la fantasia dei protagonisti alimenta la loro realtà quotidiana e il mondo immaginario pieno di creature fantastiche.

Grafica e audio che vi faranno tornare bambini

L’aspetto grafico è magnifico. Tutto disegnato a mano, divertente, dinamico che vi darà l’idea di guardare una puntata di un cartone animato. Non ci sono dialoghi scritti, solo parole dette a caso (un po’ come il dialogo di The Sims) e con nuvolette che vi faranno intuire qual è il prossimo obiettivo. La musica molto cartoonesca, che da quel pizzico di magia a questo titolo, farà tornare il bambino spensierato che è in voi, che ahimè, si va a perdere con la crescita e le responsabilità.

Lost in Play, in conclusione:

Lost in Play è magico. In tutti i sensi. Il mondo fantastico in cui vi catapulta questo titolo vi farà divertire, distrarre e godere questo titolo. Qualsiasi età può giocare e trovare il giusto livello di sfida, riuscire a superare enigmi anche più complicati e godersi una storia magnifica di due fratelli che cercano la via di casa immergendosi in un mondo onirico. Genitori, fate giocare questo titolo ai vostri figli e se avranno difficoltà, aiutateli; si divertiranno, e ameranno soprattutto giocarci insieme con tutta la famiglia, perché questo titolo è fatto per tutti.

LOST IN PLAY, TESTATO SU NINTENDO SWITCH

  • Adatto a tutte le età, bambini e adulti
  • Comicità a non finire
  • Enigmi vari, mai ripetitivi
  • Musiche immersive e cartoonesche
  • Comandi molto comodi anche su Switch
  • L’assenza di dialoghi potrebbe non far capire bene la lore

Voto: 10

Angelo Roberto Di Mauro

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Angelo Roberto Di Mauro

Catanese classe '97, amante di Videogiochi, Fumetti, Cibo, Film e Serie tv e Viaggi. Va avanti a birra (rigorosamente artigianale) e Goleador, cercando di trovare tempo per fare ciò che vuole. Non ce la fa ma lotta lo stesso per farlo, d'altronde servirebbero più copie per fare ciò che vorrebbe.
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