Alcuni giorni, più nello specifico lo scorso 8 febbraio, fa la testata giornalistica France Soir aveva annunciato via Twitter la morte del celebre biologo e virologo Luc Montagnier. Una triste notizia che ha sconvolto l’opinione pubblica, ma che non è stata immediatamente confermata. Stampa, televisione, mass media in generale, nessuno (o quasi) ha speso due parole sull’accaduto. Un fatto a dir poco strano e che in men che non si dica ha scatenato i fanatici del complotto. In questo lungo periodo di pandemia, difatti, lo scienziato era diventato l’idolo dei no-vax, un titolo un po’ svilente per una personalità del suo calibro e che forse non gli si addice nemmeno troppo. Ad ogni modo ieri, più precisamente a distanza di ben oltre 24 ore, la sua scomparsa è stata finalmente ufficializzata dal quotidiano Libération, sebbene non siano ancora note le cause del decesso.
Da Premio Nobel per la Medicina a icona no-vax: il percorso di Luc Montagnier
Virologo, direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi e scopritore del virus HIV, Luc Montagnier è stato senza ombra di dubbio uno dei membri più rispettabili del panorama scientifico internazionale. Nato nell’ormai lontano 1932 a Chabris, in Francia centrale, nel corso della sua lunga carriera ha portato la Medicina a compiere notevoli passi in avanti. Non a caso, tralasciando una diatriba con il collega statunitense Robert Gallo, si deve a lui il primo isolamento del ceppo virale dell’HIV. Il che, naturalmente, gli è valso il Premio Nobel e il rispetto della comunità.
Al tempo stesso, però, ha anche attirato su di sé le mire dei suoi rivali, i quali non si sono mai lasciati sfuggire l’opportunità di screditarlo. A giocare a suoi sfavore, però, specialmente negli ultimi anni, è stato il suo sostegno a teorie ritenute pseudoscientifiche. A partire da alcune ipotesi legate proprio all’AIDS, senza contare la cosiddetta “memoria dell’acqua” (principio cardine dell’omeopatia). E fino ad arrivare alle tesi negazioniste e complottiste legate ai vaccini contro il Covid-19. In merito a questi ultimi, egli sosteneva che la loro somministrazione nel corso dell’emergenza avesse dato origine alle temute varianti. Insomma, posizioni controverse che hanno decisamente intaccato la sua credibilità e che lo hanno relegato ai margini della considerazione.
Comunque, il suo contributo alla scienza, specialmente nel corso del XX secolo, è e resta incontrovertibile.
Scritto da Diego Lanuto.
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