Cultura

Luigi Einaudi, il primo eletto della Repubblica

Luigi Einaudi. Liberale. Antifascista. Economista. Parsimonioso. Attento. Sono tanti gli aggettivi attribuibili al primo presidente della Repubblica scelto dopo il referendum del 1946, nato oggi nel 1874. Il suo itinerario fino alla più alta carica statale come Presidente della Neo – Repubblica nel 1948, è stato vario. Fu un economista ed intellettuale di fama mondiale; governatore della Banca d’Italia; Ministro delle finanze, del tesoro e del bilancio durante il Governo De Gasperi dal 1945 al 1948.

Nasce nel 1874 a Carrù un piccolo paese del Piemonte. Dopo essere rimasto orfano di padre si trasferisce a Torino, ove intraprende gli studi universitari e si laurea in Giurisprudenza. Collaboratore della rivista Critica Sociale diretta da Filippo Turati, si avvicina al movimento socialista per poi allontanarsene e stabilirsi definitivamente su posizioni liberiste.

Luigi Einaudi presidente - immagine web
Luigi Einaudi presidente – immagine web

Nel 1924 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Le sue dimissioni come collaboratore del Corriere della sera in seguito all’allontanamento di Luigi Albertini, acuiranno le sue posizioni antifasciste che gli costeranno la cattedra all’università Bocconi. Numerosi sono gli aneddoti che lo riguardano in cui dimostra la sua costanza, la sua tempra che caratterizzavano i politici di una volta. Uno in particolare ha catturato la mia attenzione e suscitato una certa tenerezza.

Era consuetudine di Einaudi ricevere ospiti in casa per pranzi e incontri non istituzionali e alla fine di uno di questi pranzi venne adagiata sul tavolo una cesta ricolma di grandi frutti. La sua parsimonia lo spinse a chiedere ai commensali:

Congedo Luigi Einaudi - immagine web
Congedo Luigi Einaudi – immagine web

Io prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c’è nessuno che vuole dividerla con me?

Fu lo scrittore Ennio Flaiano a condividere il frutto, e fu lui a ricordare tale episodio in La solitudine del satiro (1973). Padre di tre figli tra cui Giulio, fondatore dell’omonima casa editrice torinese, Giulio Einaudi Editore, nel 1933. Scrittore prolifico per giornali a tiratura nazionale e internazionale, nel 1901 si affiancò a Nitti nella direzione de La Riforma Sociale, rivista di scienze sociali e politiche di economia fondata nel 1894. Muore nel 1961.

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