Shein, il colosso cinese del fast fashion, è suo malgrado di nuovo protagonista di una polemica, questa volta sotto accusa un modello che assomiglia in modo impressionante a Luigi Magione, attualmente detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Se è certa la somiglianza con il ragazzo italo-americano accusato di aver ucciso Brian Thompson lo scorso dicembre, va invece ancora chiarito se si tratti di un ragazzo dai lineamenti molto simili, di un fotomontaggio, oppure del frutto dell’opera dell’intelligenza artificiale.
Il modello “incriminato” indossa una camicia, prezzo 11 dollari, andata subito a ruba e quasi esaurita sulla piattaforma. A quanto pare Shein ha poi provveduto alla rimozione della foto di Luigi Magione dal catalogo, senza rilasciare commenti alla stampa americana.
“L’immagine è stata fornita da un venditore terzo, ed è stata subito rimossa – assicura un portavoce dell’azienda cinese a Bbc News – . Stiamo conducendo un’indagine sul caso e rafforzando i nostri controlli. Prenderemo misure adeguate contro il venditore, in linea con la nostra policy”. L’opzione più accreditata tra gli utenti social è che alla base della vicenda ci sia un errore dell’Intelligenza Artificiale, che avrebbe utilizzato uno scatto di Mangione per creare l’immagine. Se invece il gesto fosse intenzionale, sarebbe solo l’ultimo di una lunga serie di macabri omaggi al giovane killer.





