Macron: “Se terzo voto sarà negativo, Brexit senza accordo”

La data fondamentale per conoscere il destino geopolitico del Regno Unito è l’11 Aprile.

Questo infatti, sarà l’ultimo giorno disponibile per il governo londinese che dovrà necessariamente notificare all’Ue la sua partecipazione alle elezione europee.

Theresa May, definisce la nuova proroga richiesta per la Brexit come un suo rammarico personale, specificando però che si trattava dell’unica soluzione possibile per evitare un Hard Brexit.

La situazione non è delle migliori, è forse per questo tutti i presenti al vertice Ue ci hanno tenuto ad esprimere dichiarazioni tutto sommato distensive, nella speranza che sia ancora possibile un’uscita negoziata.

Il monito di Macron

Tutti, eccetto Emmanuel Macron. Il premier francese senza usare mezzi termini ci ha tenuto a sottolineare che si è ormai arrivati a un punto di non ritorno. Per Macron il terzo voto del parlamento britannico è uno spartiacque storico a cui bisogna arrivare preparati.

Inequivocabili le sue dichiarazioni al riguardo:

“Lo sappiamo tutti. Dobbiamo essere molto chiari in questo momento, non possiamo andare a proroghe più lunghe che potrebbero avere conseguenze sul buon funzionamento dell’Ue e intaccare la nostra capacità di decidere e agire”

Al suo arrivo al vertice Ue, Michel Barnier, capo negoziatore Ue sulla Brexit,ci ha tenuto a ribadire ai giornalisti che è stato fatto tutto il possibile per trovare un’intesa con Londra.

Jean Claude Juncker ha invece detto che nel caso in cui il parlamento europeo respingesse nuovamente l’intesa raggiunta a Strasburgo, ci sarà un secondo Consiglio Europeo.

Fonte: time.com
Prime Minister Theresa May giving a statement about Brexit at the European Leaders’ summit in Brussels. (Photo by Stefan Rousseau/PA Images via Getty Images)

Le dichiarazioni di Conte

Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte continua ad auspicare una soluzione concordata.  Rispondendo alle domande dei giornalisti ha affermato che:

“La posizione italiana è che concedere un rinvio di breve termine può essere utile, ma bisogna aspettare il voto, l’ennesimo, del parlamento britannico. Noi siamo sempre per il deal, la possibilità del no deal non la riteniamo auspicabile, ma non è una nostra decisione”

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