Il panorama musicale e politico statunitense, ha visto un fenomeno singolare: il MAGA rap, un sottogenere hip-hop caratterizzato da contenuti che supportano il presidente Donald Trump e l’ideologia “make America great again” (MAGA). Questi artisti utilizzano la musica per veicolare messaggi conservatori, spesso incentrati sul nazionalismo, la critica ai democratici, le teorie del complotto e la guerra culturale, creando dei seguaci che, in virtù del contesto politico attuale, possiamo definire radicali.

Le figure di spicco del MAGA

L’appoggio a Donald Trump è venuto sia da figure discusse e molto conosciute come Kanye West e Lil Wayne, sia dal nucleo di veri e propri MAGA rappers, artisti meno noti ma molto conosciuti nel circuito. Tra i principali esponenti per esempio, troviamo Tom MacDonald e Bryson Gray, che si sono costruiti una significativa presenza online con testi che criticano il politically correct, il liberalismo e l’establishment. Questi nomi, hanno accumulato milioni di visualizzazioni sulle piattaforme online, ottenendo così il successo nelle classifiche digitali.

Lil Wayne MAGA rap
Donald Trump e Lil Wayne

Musica o estremismo? La controversia.

Mentre gli artisti si definiscono voci di una maggioranza silente conservatrice, la critica e i media li hanno spesso collegati a movimenti di estrema destra e a una retorica polarizzante. Ricordiamo a proposito, che i testi, oltre il semplice supporto politico, abbracciano la negazione dei risultati elettorali, il sentimento anti-vaccino e a posizioni dure sulle questioni di genere e razziali e ci sono stati casi in cui, si è fatto esplicitamente riferimento a gruppi come i Proud boys. Il genere è così stato associato al movimento alt-right per il linguaggio spesso xenofobo e razzista presente in alcuni testi.

Spesso anche la musica può essere come qualsiasi canale comunicativo, un veicolo di idee. In questo caso le idee sono fatte di retorica estremista che possono rendere il movimento, un fenomeno preoccupante nell’analisi della cultura politica contemporanea americana.

Margherita Pellegrino

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