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Aprile 20, 2021, martedì

«Magica Musica» di Venerus: come una congiunzione astrale

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Nulla di più azzeccato, per un progetto così mistico, per dire che Venerus oggi ha dato alla luce il suo album di debutto «Magica Musica» (Asian Fake / Sony Music). Dare alla luce, come lanciare nello spazio: un prodotto musicale che ha molto a che fare con l’Universo. Quello fuori, e quello dentro.

Ci si aspetta da un album che possa essere un esperimento musicale, ma l’esercizio di Venerus supera la definizione di genere. La contaminazione non è solo nell’equilibrio perfetto tra elettronica, pop, soul e r’n’b, ma negli intenti. Il paradosso della consapevolezza che i sogni siano la sensazione più reale che abbiamo di noi stessi.

«Magica Musica»: se la contaminazione per Venerus è connessione

VENERUS X5 009

Il disco contiene 16 tracce, di cui 12 coprodotte con Mace. E vanta collaborazioni eterogenee. Tra cui, Frah Quintale, Calibro 35, Rkomi e Gemitaiz per quanto riguarda i featuring, oltre ai produttori Crookers, Tommaso Colliva, Vanegas, amanda lean & not for climbing

Anticipato dai singoli “Canzone per un amico” e “Ogni pensiero vola”, in “Magica Musica” si trovano le molte sfaccettature di un artista che, sfuggendo alle etichette di genere, fonde sonorità soul e R&B all’elettronica, per un risultato complessivo che parla il linguaggio del pop in modo del tutto inedito. 

Per decifrare un pensiero metafisico che decidi solo tu

Come un sogno lucido a testa in giù, «Magica Musica» è il tentativo di Venerus di poter raggiungere universi magici a partire da quelli sonori. La copertina dell’album che riprende un’iconografia di Giordano Bruno, il titolo chiaro ed esplicito, seduzioni e contaminazioni musicali: a unire i punti, la poetica di Venerus rimanda a un pensiero metafisico che possiamo decifrare soltanto ascoltando le tracce dell’album. 

Dopo tre anni di lavoro dinamico, tra collaborazioni ed EP, Venerus assegna al primo album la potenza dell’energia empatica che la sua musica evoca come un fiume che va al mare. Nulla di più semplice, e nulla di più reale, nonostante sia una “magia”.  

È Venerus stesso a consegnare alla sua musica un potere di connessione quasi spirituale: «Vorrei che le mie canzoni fossero delle chiavi che permettono di arrivare ad altri significati». E nella domanda inciampare su nuovi contatti. «Magica Musica» è, ancora prima, una chiave di lettura che scandisce il tempo, sconfigge i limiti pensabili. Il disco dimostra una capacità di scrittura non solo raffinata, ma così intima da apparire disperata. Un viaggio spazio-temporale che annulla l’inimmaginabile: un’esplorazione verso cerchi onirici, alla scoperta di nuove dimensioni.

“Fare una canzone è una pozione magica e mi sono reso conto di poterci mettere dentro parti della mia vita vera”: una vita alla ricerca, come un gatto, quella di Venerus. Cantautore, polistrumentista e produttore, Venerus nel suo disco d’esordio esplora il suono come un posto stralunato.

Venerus forse senza volerlo (ma non ne sarei così sicura) fa un gioco crudele per sé ma liberatorio per gli altri: si spoglia. E nella verità della sua meraviglia, del contatto astrale con l’altro – quando l’altro è la vita intera – riesce a creare un ponte. E dall’altra parte della riva c’è un campo di grano immenso sui crateri della luna. Che cos’è? Sceglilo tu. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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