Cinema

Man on Fire – L’ anima che brucia per la vendetta

Man on Fire
Photo credits: web

Man on Fire, film del 2004 di Tony Scott, è un thriller d’azione sul tema della vendetta da manuale.

Fratello del più famoso (ma non per questo più talentuoso) Ridley, Tony Scott è stato un affermato regista d’azione. Dietro la macchina da presa di importanti pellicole come Top Gun, Una vita al massimo e Allarme Rosso, Scott è noto per lo stile patinato con cui realizza i suoi thriller, ricchi d’azione e suspense. Man on Fire, del 2004, propone una storia di vendetta basilare ma intensa, in cui Denzel Washington è desideroso di vendetta.

Il fuoco della vendetta

Man on Fire - L' anima che brucia per la vendetta
Photo credits: web

John W. Creasy (Denzel Washington) è un ex militare, emotivamente a pezzi dopo una carriera difficile. Il suo amico Rayburn (Christopher Walken) gli consiglia di accettare un posto da guardia del corpo per una famiglia di Città del Messico. Qui viene incaricato di seguire Lupita Ramos (Dakota Fanning) dai suoi genitori. Nonostante un inizio difficile, Creasy si affezionerà alla bambina; cosa che complicherà ulteriormente la situazione quando verrà rapita.

Basato su un romanzo di AJ Quinnell del 1980, Man on Fire è un revenge movie tutt’altro che scontato. La vendetta di Creasy è implacabile, ma non sadica. Non c’è piacere nelle violenze che compie, sono solo un mezzo per giungere più vicino alla verità. D’altronde, sin dall’inizio c’è qualcosa di strano dietro il rapimento di Lupita. Qualcosa di poco chiaro, che coinvolge la malavita messicana ed un microverso di personaggi insospettabili.

Un thriller ricco di stile

Scott ha sempre dichiarato di avere grande attenzione per i personaggi dei suoi film, e Man on Fire non è un’eccezione alla regola. Con un cast che vede anche Giancarlo Giannini e Mickey Rourke tra gli interpreti, Scott si diverte a creare un mondo ricco di personaggi complessi, che si trovano in zone morali decisamente grigie. Buoni che si sporcano le mani, cattivi che desiderano vite normali, avvocati e poliziotti corrotti: Man on Fire gestisce con efficacia le varie sottotrame, che soprattutto nel secondo atto si intersecano eccellentemente.

Visivamente notevole per merito della sua fotografia ipersaturata e il montaggio ipercinetico, Man on Fire propone notevoli scene d’azione. Sparatorie da western e discussioni che sembrano degli standoff: se non c’è tensione, c’è contrasto, c’è intensità.
Denzel Washington è magnetico, interpretando un personaggio affascinante, tormentato, che, seppur in un contesto decisamente più drammatico, ha anticipato la ferocia non sadica di John Wick.

L’esagerata lunghezza (quasi due ore e mezzo) è senza dubbio il maggior difetto della pellicola, che però, per merito dell’attenzione di Scott, pesa meno di quanto dovrebbe. In fondo, la vendetta non è qualcosa di semplice da portare su schermo: Man on Fire lo fa con efficacia.

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