“Sumo” è il nuovo album di inediti del Management, duo composto da Luca Romagnoli e Marco di Nardo, già conosciuti come Management del dolore post operatorio, uscito il 13 di Novembre. Un album registrato in un luogo magico, come quello dell’Auditorium Novecento di Napoli, ricco di storia, di atmosfere magiche, dove sono passate leggende come Totò, Murolo, De Filippo.

Il nuovo corso cantautorale

Un posto che ha commosso i due artisti, fino a portarli a decidere per “Sumo” come titolo del loro album. Proprio perchè Murolo registrò la leggendaria canzone Luna Rossa, e da qui anche la splendida copertina, che ci riporta ad atmosfere giapponesi. Un disco molto emotivo, molto notturno, intriso di ricordi, di pensieri. Tutto parte dalla leggenda del luogo e con fare nostalgico il tutto si muove sotto una stagione artistica e poetica. Questo nuovo corso del Management, infatti, abbandonate le schizofrenie incidentate e post operatorie, si presenta con un disco elettro-cantautorale e poche parole: una quartina di Patrizia Valduga.

Il Management parla di “Sumo”

Questo disco ci ha portato a Napoli. La culla della musica italiana. Siamo entrati nell’Auditorium Novecento (ex Phonotype), uno studio storico nel centro di Napoli che negli anni ‘60 cercava di essere tecnologicamente al passo con Abbey Road. Abbiamo infatti registrato con una strumentazione fantastica e l’atmosfera che si respirava lì dentro aveva qualcosa di magico.

Tra quelle mura non solo è passato il meglio della musica e della storia Napoletana, ma persone a tutti gli effetti mitologiche. Totò ha scritto il testo di “Malafemmena” seduto in un angolo della sala di registrazione. Murolo ha registrato in quello studio la leggendaria “Luna Rossa”. Questo ci ha portato a scegliere una luna rossa come copertina di “SUMO”, che su sfondo bianco richiama la bandiera del Giappone.

Management Photo Credit @Simone Cecchetti

Le registrazioni all’Auditorium Novecento

Quando ci hanno raccontato alcuni aneddoti dello studio ci siamo messi a piangere. Mentre registravamo avevamo la pelle d’oca e ci tremavano le gambe. Totò, Murolo, Edoardo De Filippo erano stati lì. Teatro, musica, cinema; stavamo calpestando la storia, toccando gli stessi strumenti che avevano toccato loro. Questo disco è pieno di quell’amore, di quella magia e di quella malinconia.

È pieno di riferimenti a quel tipo di scrittura e di visione delle emozioni. Abbiamo cercato di respirare e riprodurre il senso di quella storia, attualizzandola. “SUMO” è venuto da lontano, dal cuore provinciale di due lupi abruzzesi, per finire nel caos meraviglioso di una città che ha saputo indicarci questa nuova via. Vi “stupenderemo” di nuovo.Ora vi vogliamo raccontare quello che siamo diventati. Parliamo delle canzoni.Ma possiamo anche stare in silenzio, perché le canzoni parleranno al posto nostro, non vogliamo aggiungere altro.

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