Marcelo Rios, il ritratto del giovane in fiamme

Marcelo Rios è stato uno degli ultimi grandi personaggi del tennis e dello sport in generale. Vero, sincero, senza filtri, in campo e soprattutto fuori non si è mai risparmiato. Con il suo aspetta da indio e la sua chioma svolazzante, si muoveva agile per il campo e tirava randellate affidandosi al puro istinto. Sapeva anche colpire la palla in modo sopraffino, però, se voleva. Scontroso, ruvido e per nulla politicamente corretto, polemizzava con colleghi e giornalisti. E’ stato forse il più grande tennista della storia ad essere privato della gioia di conquistare un torneo dello Slam. Malgrado questo ha saputo issarsi in testa al ranking per sei settimane

Marcelo Rios e il difficile rapporto con gli Slam

Marcelo Andres Rios Mayorga, per gli amici ‘el Chino’, compie oggi 45 anni. E’ nato, infatti, a Santiago del Cile il 26 dicembre del 1975. Ha iniziato a farsi conoscere dal grande pubblico intorno alla metà degli anni novanta, quando inizia a vincere i primi tornei. Bologna, Kuala Lumpur, Amsterdam, ma sono soprattutto le sconfitte a creargli intorno quel fascino che lo ha accompagnao per tutta la carriera. Tra il 1996 e il 1997 riesce a raggiungere due quarti di finale slam, a Melbourne e New York. In entrambi i casi viene estromessso da Michael Chang. Perde la finale anche agli Internazionali d’Italia per mano di Alex Corretja che, però, era stato da lui superato poche settimane prima in finale a Montecarlo.

Nel 1998 raggiunge la p rima posizione del ranking mondiale. Pur senza vincere mai un Major, mette in fila Indian Welles e Miami. Resta in vetta per quattro settimane, poi Pete Sampras si riprende lo scettro. L’avvicendamento si ripete anche nell’agosto dello stesso anno. Questa volta saranno solo due le settimane di occupazione del trono da parte di Marcelo Rios. Sul finire degli anni novanta inizia una lenta ma inesorabile flessione che lo porterà ad interrompere prematuramente la carriera, a soli 29 ani, per una serie di problemi alla schiena che non smettono di tormentarlo

Marcelo Rios, il peso della celebrità

Marcelo Rios è stato principalmente un grande terraiolo, come da tradizione del suo paese. Diceva che l’erba era fatta per il calcio e per le mucche. Eppure ha saputo destreggiarsi anche sul cemento e in generale sapeva trattare la pallina molto meglio di tanti suoi colleghi. Non essendo molto alto non poteva sfruttare un servizio devastante. In una recente intervista alla stampa cilena, ha continuato a chiedersi perchè esistesse la doppia chance nel tennis. Era mancino e giocava un ottimo rovescio a due mani, ma è probabilmente anche a causa di un fisico non possente che gli è mancata la vittoria ad un Major, dove la distanza dei cinque set richiede strutture solide e resistenti

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Marcelo Rios è stato un dei tanti ragazzi del tennis che ha vsto piombarsi addosso la celebrità in modo inatteso. Lui stesso ammette di essere diventato numero uno del mondo senza nemmeno accorgersene. Gli spigoli della sua personalità sono stati di certo acuiti dalla necessità di difendersi. Le sue intemperanze con la stampa, l’abitudine a frequentare locali e anche a concedersi qualche bicchiere erano la spia di una responsabilità difficile da gestire. Poco più che maggiorenne si è trovato da solo a girare il mondo e quando il nome di Marcelo Rios ha cominciato a circolare anche fuori dall’ambiente degli appassionati di tennis, la sua vita privata è finita sotto i riflettori. Come quella di una star. Marcelo si è lamentato di non aver avuto la possibilità di imparare ad essere un numero uno del mondo, con i comportamenti giusti e il self control. Il suo carattere indomito ha fatto il resto

Le intemperanze fuori dal campo

Nel 2001 durante il torneo del Foro Italico a Roma, dopo la sconfitta patita da Juan Carlos Ferrero, si consola nei locali notturni. Beve troppo, litiga col tassista, aggredisce i carabinieri e finisce con il trascorrere la notte in centrale. Pochi anni prima aveva investito il suo preparatore atletico con la jeep. Non contento lo aveva poi licenziato. A Sydney 2000 si rifiuta di fare il portabandiera per il suo paese perchè il Comitato Olimpico di Santiago non aveva invitato i suoi genitori. Nel 2000 fu squalificato dal torneo di Los Angeles per insulti al giudice di sedia. Nel 2003 è stato allontanato da un locale per aver provocato una rissa. In una circostanza pare si sia rivolto in maniera non troppo rispettosa anche nei confronti di Monica Seles. Nonstante ciò in Cile resta un idolo assoluto e per tutto il Sudamerica è stato esempio di riscatto in un ambiente ancora troppo euro-bianco-centrico

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