Marco Bellocchio, dopo “Il traditore” all’opera per una nuova serie televisiva sul rapimento Moro, “Esterno notte”.
Il fascino dell’età si esprime attraverso il più alto connubio tra esperienza e saggezza. Risultati estremi della vita pratica e morale dell’individuo la cui sorte ha voluto la senile sopravvivenza. L’idillio preformante il superuomo è appannaggio di colui o colei che a queste due virtù involontarie accompagnano la terza volontaria, riuscire a vivere nel proprio tempo e non ancorarsi nel passato. Essere radicati nel presente è arduo soprattutto se detentori di ricordi commoventi, ma è necessario per dialogare con il futuro. Marco Bellocchio, ottant’anni, ha acquisito dignitosamente le tre virtù e con “Esterno notte” si conferma maestro dell’arte che detiene.

Sarà una serie TV “Esterno notte” il nuovo progetto di Marco Bellocchio che dopo l’oltreoceanico successo de “Il traditore” e una carriera di capolavori in lungometraggi, si approccia alla serialità, moderno linguaggio di comunicazione dell’audiovisivo. A calcare la mano lo si potrebbe dire uno spin-off del precedente “Buongiorno notte” chd raccontava il rapimento Moro attraverso i birgatisti con un Roberto Herlitzka da Donatello, strepitoso. La serie ricorderà i tristi fatti attraverso il contorno, l’esterno appunto, che circondava la vita istituzionale di Aldo Moro. Se il titolo della pellicola era l’estratto di una poesia di Emily Dickinson, quello destinato allo schermo piatto ha un riferimento certamente cinematografico, l’indicazione del luogo e del tempo precisati in sceneggiatura.

La serie in sei puntate vedrà dipanarsi una fetta seppur piccola ma fondamentale della storia d’Italia atraverso i suoi attori protagonisti. Marco Bellocchio cinematografico e televisivo, speriamo, due facce della stessa medaglia.





