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Aprile 15, 2021, giovedì

Marco Sciarretta con la sua musica Tra Nisida e Atlantide

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Marco Sciarretta è un cantautore milanese che per la musica ha indirizzato e declinato ogni scelta, consapevole di quale fosse la rotta da seguire per essere felice. Per trent’anni ha gestito diversi locali, dove si faceva musica, collaborato con moltissimi musicisti, scritto per sé e per altri, sognando la “sua Atlantide”. Tra Nisida e Atlantide è il suo primo album, che raccoglie dodici brani che sono racconti. Marco con una bella scrittura e una voce degna di nota, ci accompagna in questo viaggio alla ricerca della nostra “Atlantide”, qualunque essa sia. Una musica che viaggia trasversalmente nel tempo e non conosce la fretta, ma con la dovuta “lentezza”, racconta pagine di vita.

Oggi incontriamo Marco che ci racconta il suo viaggio: “Ero innamorato del cantautorato italiano e Edoardo Bennato con la sua chitarra mi faceva sognare. Nisida, isoletta del meraviglioso Golfo di Napoli, è diventata, idealmente il porto dal quale partire verso il “mare magnum” della musica. Atlantide, meravigliosa canzone di Francesco De Gregori, rappresenta per me la meta alla quale tendere”.

Qui l’intervista con Marco Sciarretta

MM: A un certo punto hai lasciato la “tua Nisida” per tracciare un’altra rotta. Dove sei approdato?

MS: «A  un certo punto ho deciso di lasciare tutto, con la voglia di rimettermi in gioco. Sono partito alla ricerca della mia Atlantide, dove potermi dedicare alla musica. Sono approdato a Tenerife, dove vivo ormai da quattro anni; quest’isola mi ha dato le risposte che cercavo: dieci mesi all’anno di bel tempo e di locali dove la musica dal vivo può essere protagonista. Tenerife è la “mia” Atlantide dove ho gettato l’ancora e fatto la mia casa.

Qui la musica, che è compagna di vita, posso viverla appieno e in una dimensione che mi fa stare bene. Mi piacerebbe, non appena sarà possibile, portare un po’ di questa luce isolana anche in Italia che è sempre nel mio cuore e che fa parte di me, profondamente. Spero di poter suonare dal vivo anche lì, perché il bello del viaggio sta proprio nella condivisione, nel partire e nel ritrovare la strada di casa». 

MM: Marco, come nascono le tue canzoni?

MS: «Le mie canzoni non sono mai connotate con un periodo storico per  viaggiare liberamente nel tempo. Nascono in modo istintivo e per primo arrivano sempre le parole e un atmosfera, ma non le note; solo in seguito lavoro alla musica. Sono racconti brevi che si uniscono poi alle note, cercando di fare in modo che ci sia equilibrio e non prevaricazione. Un racconto per essere compreso, deve poter arrivare a chi ascolta. La musica e le parole, insieme, diventano narrazione».

MM: Ascoltando i tuoi brani e, soprattutto parlando con te, è evidente che la tua musica non conosca la frenesia, la fretta che contraddistingue il nostro mondo. E’ così?

MS: «Ci sono canzoni che ho cominciato a scrivere una decina di anni fa, ma che ho messo da parte perché non erano ancora pronte. Ci lavoro con calma mettendoci tutto quello che mi passa per la testa. Ritengo che sia un lavoro che come ogni altro, necessiti attenzione, cura e dedizione. Non scrivo perché devo, ma solo quando e perché ho qualcosa da dire. Possono essere emozioni, immagini, che mi cadono dentro e coltivano parole e note. L’urgenza di raccontare, non è mai fretta ma riflessione. Come per il pane fatto in casa, il segreto è la lievitazione e un tempo che non si può forzare. Scrivo per la necessità di farlo, senza obbligo. Può succedere che rimangano solo per me, riposte in un angolo intimo e nascosto, per sempre o fino a quando non senta che sia il momento per condividerlo».

MM: Qual è la canzone alla quale sei maggiorente legato?

MS: « “Breve viaggio” l’ho scritta sette otto anni fa e parla di un vissuto che potrebbe essere di tutti, un breve viaggio che diventa lungo una vita intera. Forse è la canzone alla quale sono maggiormente legato anche musicalmente. E’ molto intima e fa parte di me, credo che sia molto forte pur essendo semplice, sono le parole ad accompagnare la musica definendone i contorni».

È solo di una vita intera Il breve viaggio che ho da fare

“Breve Viaggio – Marco Sciarretta”

MM: Tra Nisida e Atlantide è il nuovo album, il tuo viaggio con la musica e per la musica…

MS: «Tra Nisida e Atlantide è un album con dodici brani che sono fotogrammi, momenti di vita, immagini semplici che ho cercato di raccontare con parole e musica. Sono ricordi, esperienze collezionate, o viste attraverso gli occhi degli altri di cui oggi posso, con il tempo e la serenità dovuta, avere cura, cantandole nel modo che meritano. Appartengo alla vecchia scuola cantautorale italiana, che mi ha insegnato molto e che ha scritto capitoli indimenticabili della musica. Nelle mie canzoni mi piace pensare che ci sia equilibrio tra note e parole, senza che l’una prevarichi l’altra, ma un’armonia che possa arrivare al cuore».

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