Matilde Hidalgo de Procel: Google dedica il doodle alla pioniera dei diritti delle donne in Ecuador

Prima donna laureata in Ecuador, prima donna a votare e a ricoprire una carica nel suo Paese. Il doodle di oggi è per Matilde Hidalgo de Procel

Matilde Hidalgo de Procel: medico, poetessa, pioniera dei diritti delle donne, a cui oggi Google dedica il doodle. Figura chiave nella storia dei diritti delle donne in Ecuador, le sue battaglie portarono l’Ecuador ad essere il primo stato sudamericano a garantire il suffragio universale.

Chi era: la sua storia

Ultima di sei figli, orfana di padre, mantenuti dalla madre sarta. Matilde nasce a Loja, al confine con il Perù, nel settembre del 1889. Fu grazie al fratello maggiore e al supporto della sua famiglia che riuscì a continuare gli studi dopo il diploma di licenza media, diventando così la prima donna dottoressa in Ecuador e la prima donna a ottenere un dottorato di ricerca.

Ma la sua scelta non fu priva di ostacoli. Malvista dalle famiglie del suo paese per continuare su una strada generalmente preclusa alle donne, alle altre sue coetanee era proibito avvicinarsi a lei. Il prete locale la obbligò a seguire la messa fuori dall’entrata dalla chiesa.

Ciò non la fermò dal laurearsi con lode presso la Universidad del Azuay; e non contenta, continuò con il dottorato di ricerca all’Università di Cuenca.

La lotta per il suffragio universale

L’Ecuador fu il primo Paese sudamericano che estese il diritto al voto anche alle donne: e fu proprio grazie alla Hidalgo de Procel. In occasione delle elezioni di José Luis Tamayo si registrò per poter votare, ma le venne impedito. Da lì partì la sua battaglia.

Nella costituzione ecuadoriana non c’era nessun effettivo riferimento al fatto che le donne non potessero votare, e nonostante ciò veniva loro vietato. Con le sue lotte, Matilde fece partire un procedimento di revisione che finalmente rese il diritto al voto universale, diventando la prima elettrice donna nel Sud America.

E nel 1941 diventò anche la prima donna a ricoprire una carica elettiva in tutto il Sud America, nella pubblica amministrazione a Loja, lo stessa città natale che l’aveva tanto osteggiata, con il titolo di vice assistente.

Tra i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti, l’Ecuador le assegnò la Medaglia al Merito Nazionale (1956) e la Medaglia Nazionale al Merito dal dipartimento di sanità pubblica (1971).

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