Arte e Intrattenimento

Matisse e la gioia di vivere

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La gioia di Vivere – Hernry Matisse – 1906 Filadelfia – credits Wikipedia

Henry Matisse, uno dei maggiori esponenti dell’espressionismo francese del gruppo dei Fauvres e la gioia di vivere. Matisse muore il 3 novembre 1954 e il quadro La gioia di vivere si può considerare la sintesi del sua poetica.

Matisse e i Fauvres

Per la rubrica d’arte parliamo oggi dell’opera di Henry Matisse la Gioia di Vivere, opera rappresentativa della corrente artistica dei Fauvres. La traduzione di Fauvres è animali selvaggi. Inizialmente la definizione fu utilizzata in senso dispregiativo. Gli artisti che aderirono a questa corrente, tra cui Matisse, erano dette “Belve selvagge”  in quanto rifiutavano le regole accademiche e per l’utilizzo di colori forti, caldi e freddi,  che colpiscono e aggrediscono lo spettatore. E proprio tramite l’utilizzo di colori che le opere di Matisse si caricano di emotività. Per l’artista la pittura diventerà proprio il mezzo di espressione delle proprie emozioni attraverso i colori.

Henry Matisse

Nella sua carriera artistica saranno determinanti i rapporti con la luce del Mediterraneo, così come con l’oriente. Matisse porterà la luce e i colori del mediterraneo, della costa azzurra di Saint-Tropez, della Algeri e del Marocco, sulle sue tele. Diventerà infatti collezionista di piastrelle e tappeti orientali ricchi di arabeschi colorati, che spesso saranno utilizzati come fonte di ispirazione decorativa per le ambientazioni degli interni nei suoi quadri.

La gioia di vivere

Per tutta la vita Matisse cercerà la serenità e la pace interiore. Questo suo bisogno risuona anche nella sua arte, che mostra un’impronta più ottimistica rispetto agli impressionisti. Questi colori lasceranno sulle tele l’impronta del sogno di una natura felice. Le sue opere restituiscono la sua visione ottimistica della vita e la sua continua ricerca della serenità e della pace interiore, che lui insegue e realizza attraverso la sua arte.

Nel quadro La gioia di vivere troviamo la sintesi della sua poetica.  Il grande quadro ( 176,5×240,7 cm)  del  1906 si trova presso la  Barnes Foundation, Filadelfia. Qui i colori sono forti, la predominanza del giallo,  esprimono le sue emozioni. Al centro del quadro troviamo in piccola riproposta la sua Danza che imprime un ritmo circolare all’opera.

In flusso creativo circola nella rappresentazione asciugando e semplificando le forme, mostrando le nella loro essenzialità secondo il gusto moderno e contemporaneo.  Così le forme dei corpi delle bagnanti, altro soggetto caro all’artsita, non rispondono a regole di naturalismo ma al ritmo della sua pittura. Ritmo che, insieme alla predominanza del giallo, colore che esprime energia vitale, da sostanza alla esortazione di gioire della vita.

di M.Cristina Cadolini

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