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Mauro Romano: il bambino scomparso è lo sceicco Mohammed Al Habtoor?

Mauro Romano nel 1977 aveva 6 anni quando è stato rapito a Racale, nel Salento. Oggi la madre riferisce: «Lo sceicco Mohammed Al Habtoor ha le stesse cicatrici, le autorità chiedano il test del Dna», la mamma riconosce il piccolo scomparso: «È lui il mio bimbo»

Mauro Romano: le due cicatrici

Dopo il famigerato caso riguardo Denise Pipitone e la presunta copia russa, si presenta un altro caso simile di plausibile riconoscimento. Due cicatrici riaccendono la speranza di una madre che Mauro Romano sia ancora vivo. E che sia lo sceicco Mohammed Al Habtoor, 52 anni, figlio del magnate Khalaf Al Habtoor, uno degli uomini più ricchi degli Emirati Arabi Uniti. Chiaramente per accertare la situazione si può solo ricorrere all’esame del DNA, che tuttavia l’emiro ha rifiutato.

L’unica possibilità di successo sarebbe far intercedere a nome della famiglia le autorità consolari. Infatti pare che i famigliari del bambino scomparso ormai da più di quarant’anni, saranno in partenza per Dubai nei prossimi giorni. Questo per ora è tutto ciò che si conosce riguardo il bimbo di Racale rapito a 6 anni il 21 giugno del 1977.

La speranza della signora Bianca Colaianni, madre di Mauro Romano si limita a due segni cutanei: «Nelle foto ho riconosciuto due cicatrici: una sul sopracciglio, l’altra sulla mano destra, che si procurò con un ferro da stiro». Per 44 anni lei e suo marito Natale, non hanno mai smesso di cercare il figlio.

I Romano pronti a partire per Dubai

«Questi sono soltanto alcuni dei particolari in comune tra Mauro e quest’uomo non possono essere soltanto delle coincidenze. Siamo pronti a partire per Dubai, ma non possiamo andarci da soli. Siamo arrivati fin dove ci è stato consentito: non abbiamo alcun potere per andare oltre. È per questo che chiediamo che la vicenda sia presa in gestione dalle autorità». Dal Medio Oriente, infatti, non hanno accolto le richieste dei coniugi Romano e di conseguenza non sono state imposte verifiche di alcun tipo. Non hanno avuto fortuna neanche le richieste dell’avvocato Antonio La Scala. Ad ogni modo è plausibile considerare due cicatrici, una prova non sufficiente per imporre un test del DNA ad uno sceicco.

«Finora abbiamo trovato davanti un muro enorme, solo silenzio. Speravamo almeno in una telefonata di conforto o anche per dirci che ci stiamo sbagliando. Niente». Ex giocatore professionista di polo, imprenditore e filantropo, oltre che latin lover. Il presunto Mauro Romano, come riferito su La Scala, avrebbe avuto vari flirt anche con Naomi Campbell, Valeria Marini e Manuela Arcuri, di cui rimane una foto d’epoca in un evento mondano.

L’indagine mai conclusa

L’indagine del pubblico ministero Stefania Mininni, in collaborazione con i Carabinieri è stata condotta nella convinzione che il bimbo scomparso fosse stato ucciso. Dopo tre archiviazioni e l’arresto di un 69enne per pedofilia, poi indagato anche per la scomparsa di Mauro con le accuse di omicidio volontario e sequestro di persona, l’indagine è stata riaperta a gennaio. Tuttavia ad oggi non ci sono prove certe, né a sostegno della tesi precedente, né a sostegno di altri sospetti, rimane solo una creatura di cui non si hanno più tracce, neanche un corpo.

Gli inquirenti, con la stessa tenacia della famiglia Romano e del suo legale, dopo anni di depistaggi vari ed omertà, hanno trovato il presunto sequestratore di Mauro Romano. Si tratterebbe di un ex barbiere di 79 anni, per il quale il gip dovrà decidere il rinvio a giudizio: si tratta di un amico di famiglia che Mauro chiamava zio. Il giorno della scomparsa, secondo la Procura, questo zio avrebbe fatto salire Mauro sul suo Apecar per condurlo nella sua casa estiva per farlo giocare con il figlio. Sempre secondo l’accusa, il barbiere avrebbe poi consegnato il bimbo a due individui, ad oggi sconosciuti, che lo hanno prelevato, poi fatto sparire.

Per quanto forse effimere le speranze della famiglia Romano legate a due cicatrici, la speranza è che questi genitori possano almeno ottenere una svolta certa nelle indagini sulla scomparsa dell’amato figlio.

Giacomo Cattani

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