La First Lady statunitense, Melania Trump, ha rilasciato giovedì una dichiarazione a sorpresa davanti alle telecamere, negando accuse non meglio specificate su di lei e Jeffrey Epstein, uno scandalo che il marito presidente Donald Trump ha a lungo minimizzato. “Le bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein devono finire oggi“, ha detto la First Lady, “le persone che mentono su di me sono prive di standard etici, umiltà e rispetto”. Ha respinto qualsiasi intercessione o intermediazione del finanziare pedofilo nell’incontro del tycoon. “Ho conosciuto mio marito a un party a New York nel 1998″, ha precisato Melania Trump.

Melania Trump ha smentito categoricamente qualsiasi legame con Epstein, con il quale lei e il marito erano stati fotografati in passato sulla scena sociale newyorkese. Ha detto anche che “immagini e dichiarazioni false su Epstein e me” circolano sui social media “da anni ormai. Siate cauti su ciò che credete: queste immagini e storie sono completamente false”.

“Non sono mai stata legalmente accusata o convinta di un crimine in relazione al traffico sessuale di Epstein, all’abuso di minori e ad altri comportamenti ripugnanti”. La First lady ha anche esortato il Congresso a tenere un’udienza pubblica per i sopravvissuti agli abusi di Epstein per “dare a queste vittime la possibilità di testimoniare sotto giuramento”.

Il contesto resta quello di una vicenda giudiziaria che non ha mai smesso di produrre effetti politici. Negli ultimi mesi il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato nuove tranche di documenti relativi alle indagini su Epstein, morto nel 2019 in una cella federale di New York City mentre attendeva il processo per accuse di traffico sessuale di minori. Il caso ha progressivamente svelato una rete di relazioni che coinvolgeva esponenti del mondo politico, finanziario e imprenditoriale, rendendo lo scandalo una presenza costante nel dibattito pubblico americano.

Tra i materiali resi pubblici figura anche una e-mail del 2002 indirizzata da Melania Trump a Maxwell, relativa a un articolo apparso su una rivista newyorkese dedicato a Epstein. La first lady ha minimizzato la portata del messaggio, definendolo una semplice «nota di cortesia», priva di qualsiasi significato ulteriore. «La mia risposta educata non equivale a nulla di più di un gesto banale», ha dichiarato, nel tentativo di circoscrivere il valore di quel documento. Nel suo discorso, la first lady ha anche lanciato un appello al Congresso affinché vengano organizzate udienze pubbliche dedicate ai sopravvissuti agli abusi di Epstein.