Attualità

Meme informazione, il futuro della comunicazione digitale?

Mercoledì sera, un bicchiere di Syrah e una telefonata con Mattia Angeleri, fondatore di AQTR.
Parliamo del suo ambizioso progetto, che non accenna a rallentare.
Aqtr nasce nel 2018, presentandosi al mondo come una pagina di satira politica in continuo rinnovamento.
La vittoria per il Meme più virale del 2022; quest’anno il proposito di porsi come leader nella cosiddetta meme informazione.

Ma partiamo dalle basi. Che cos’è un meme?
Secondo l’enciclopedia Treccani, i meme digitali rappresentano contenuti virali che riescono a monopolizzare l’attenzione degli utenti sul web.
L’etimologia della parola deriva dal greco mímēma, ossia “ciò che imita” ed è stata coniata da Richard Dawkins nel 1976.
La storicità di questa presenza si confonde con la realtà dei fatti, per questo mi sono confrontata con Mattia.

I meme digitali possono davvero creare informazione?

Mattia: Il meme rappresenta già a tutti gli effetti un mezzo di informazione. Pagine come Aggiornamenti Quotidiani dalla Terza Repubblica ne sono la riprova. Si tratta di un’ampia forza comunicativa perché riesce a trasmettere in pochi attimi e tramite un’occhiata quello che le parole o un video trasmetterebbero almeno in qualche minuto di lettura o di visione commentata. Possiamo forse dire che i meme sono gli slogan della Generazione Z pur andando decisamente più in profondità, esprimendo con ironia concetti che portano ad una riflessione.
Personalmente ritengo che il meme possa informare in qualsiasi ambito anche se, a mio avviso, è particolarmente indicato ed efficace in quello politico.
Le ricadute pratiche sono evidenti, basti pensare ai meme a favore degli attivisti democratici dopo gli eventi di Hong Kong nel 2014 che, nonostante tutti gli sforzi delle autorità, non è stato possibile censurare o ai meme sul conflitto in Ucraina che hanno svolto un ruolo centrale nell’individuare sui social Putin come aggressore di uno Stato sovrano. A livello nazionale, gli stessi hanno evidenziato le problematicità dei vari rappresentanti politici, mettendone spesso in discussione l’operato.
AQTR è espressione di quanto appena detto, fornendo ogni giorno una serie di meme che si rifanno ad un chiaro campo valoriale, europeista, progressista, a tratti anche liberale e finalizzato a combattere disuguaglianze economiche e sociali.
Ritengo che l’utilizzo e la condivisione di tale strumento sia in grado di incidere sull’azione partecipativa, ricettiva o attiva degli utenti, segnando il passaggio definitivo da una logica sociale collettiva ad un connettiva; il meme può essere uno dei veicoli d’informazione più intelligente e articolato del nostro tempo in quanto riesce a destrutturare la realtà esistente per ricomporla all’interno del campo valoriale che si vuole trasmettere, senza mai tuttavia creare una realtà alternativa a quella che viviamo. Il tutto facendo anche ridere le persone.

Qual è il vostro maggior bacino di utenza?
Mattia: La nostra pagina crea contenuti che vengono fruiti da circa un milione e mezzo di utenti al mese. Principalmente i nostri lettori sono concentrati nella fascia che va dai 20 ai 40 anni e vivono in Italia.
A livello ideologico, credo sia difficile individuare una sovrapposizione tra i partiti oggi esistenti in Italia e i valori della nostra pagina. In primis perché noto un profondo vuoto valoriale nell’area del centro – centrosinistra e, in secondo luogo, perché l’anima della pagina è variegata e fatta da più componenti che ben riescono a conciliarsi tra loro.
Il nostro bacino ricomprende persone che votano Forza Italia e arriva fino a Sinistra Italiana ma ci segue anche qualche leghista di corrente non salviniana. Probabilmente la corrente ideologica e politica che meglio definisce AQTR è quella del socialismo liberale.

Ma la politica italiana offre più spunti di quella internazionale?
Mattia: Essendo da noi e dai nostri utenti abituali direttamente vissuta, è decisamente più fruibile e viene più facilmente compresa.
Ci sono eventi significativi che hanno un’ampia diffusione internazionale (si pensi all’assalto a Capitol Hill o al recente attacco alle istituzioni avvenuto in Brasile) su cui si può memare ed altri che fanno più fatica a passare nell’immaginario collettivo italiano perché necessiterebbero di una serie di preconcetti tipici di una classe politica e di una determinata nazione.
Faccio un esempio per intenderci: seguo alcune pagine di meme politici americane, francesi e spagnole e non soltanto i meme sono molto differenti da quelli italiani ma alcuni non riesco proprio a comprenderli, mancandomi le motivazioni che spingono a fare un meme di quel genere.
In tal senso le spiegazioni sotto i meme – che anche noi abbiamo deciso di introdurre di recente – possono essere molto utili ed indurre ancor più alla riflessione.

Cosa possiamo imparare dalla meme informazione?
Mattia: Stiamo parlando del futuro della informazione sui social network, è solo questione di tempo e fare meme diventerà un lavoro a tutti gli effetti sia a livello giornalistico che politico.
Il meme è un modo nuovo per trasferire rapidamente le competenze (si stima che quello che viene trasferito con un meme in quattro secondi necessiti di almeno un minuto di discorso) e, non meno importante, in grado di sviluppare un pensiero critico e analitico attraverso il ricorso all’ironia, destrutturando i concetti acquisiti, rielaborandoli e permettendo di sedimentare definitivamente le nozioni che si vogliono trasferire.
Il più importante insegnamento è forse quello di non sottovalutare il meme. Il meme è il più forte strumento di comunicazione perché nessuno lo considera tale ed è in grado di spostare l’opinione pubblica. AQTR ha dimostrato di poter incubare un progetto politico come 20e30 e di poter incidere nel dibattito pubblico, usando proprio i meme.  
Lo spostamento dell’opinione si connette intrinsecamente al potere e alle sue derivazioni. E dunque, non passerà molto che anche il potere più antiquato e barocco comincerà a rincorrere i meme, senza sapere come usarli; una prima manifestazione di quanto detto è stato lo sbarco di Tik Tok dei politici qualche mese fa con risultati del tutto scadenti dovuti al fatto di non aver compreso i format di questo social network che avrebbero dovuto essere stati adattati alla politica.
A mio modesto avviso non passerà molto prima della creazione di un mezzo di informazione quotidiano fatto di meme o dello svolgimento di una campagna elettorale supportata in modo importante dall’utilizzo dei meme stessi. Questo porterà ad un declino della democrazia?
Ritengo di no poiché credo che la qualità non dipenda dal mezzo con cui la stessa è diffusa quanto più dalla qualità di chi la diffonde. Se siamo aperti all’innovazione, probabilmente porterà solo ad una evoluzione del sistema democratico e alla creazione di un modello di democrazia e informazione perennemente in streaming.

Meme informazione, il futuro della comunicazione digitale?

Qual è stato il personaggio del 2022?
Mattia: Politicamente non ho dubbi nel dire Mario Draghi.
Se parliamo del personaggio più memato, invece, dico Luigi Di Maio. È anche stato premiato a Torino con la statuetta ai meme awards: direi che, per la prima volta nella storia dei meme, c’è stata una giuria a premiarlo, per cui non ci sono dubbi.

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