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Mercato agroalimentare: l’importanza dei trasporti a temperatura controllata

I beni alimentari freschi che quotidianamente giungono sugli scaffali dei punti vendita sono frutto di una rete di spostamenti delicatissimi, atti a mantenerne inalterato lo stato qualitativo.

Queste procedure, note nel loro insieme come trasporti a temperatura controllata, si basano su una ricca rete di attori, capaci di gestire in modo adeguato tutte le fasi della distribuzione.

Perché ricorrere al trasporto a temperatura controllata

La qualità è uno dei fattori che incide maggiormente nella scelta dei prodotti da portare in tavola.

La crescente sensibilità nei confronti degli alimenti, della loro salubrità e del rispetto degli standard igienici, nel tempo ha modificato fortemente le scelte di acquisto dei consumatori, oggi più attenti, rispetto al passato, a dare valore alle filiere produttive e di approvvigionamento.

In questo contesto, ad assumere un ruolo cruciale è la bontà del sistema di distribuzione, da cui dipende la qualità merceologica, nutrizionale e sanitaria dei beni agroalimentari.

Come funziona il trasporto a temperatura controllata?

La supply chain prevede un sistema di distribuzione in cui nulla è lasciato a caso.

Per questa ragione è importante affidarsi a realtà di grande esperienza, specializzate nella gestione ottimale di ogni fase della supply chain. A questo proposito, in Italia a distinguersi nel settore dei trasporti a temperatura controllata è senza dubbio STEF, che occupa un ruolo di primo piano grazie a un accurato sistema logistico, alla qualità di mezzi e infrastrutture e a strumentazioni informatiche all’avanguardia.

Qualunque strategia logistica finalizzata al trasporto di beni alimentari deve infatti comprendere il ritiro dei prodotti presso il centro di produzione, un’eventuale fase di stoccaggio all’interno di magazzini adeguatamente refrigerati, un’accurata movimentazione a temperatura controllata e la consegna presso la rete dei negozi presenti sul territorio.

Il tutto attraverso il rigoroso rispetto di tre diversi range di temperatura: quello dei surgelati, quello degli alimenti freschi e quello dei prodotti termosensibili.

Trasporti a temperatura controllata: gli alimenti surgelati, i freschi e i termosensibili

Quando si parla di trasporto del surgelato, ci si riferisce a un sistema logistico che richiede il meglio in termini di strumentazioni, di spazi di stoccaggio e di competenza.

Interrompere la catena del freddo di questa tipologia di prodotti, che richiede di rispettare una temperatura compresa tra i -18 e i -25°C, significa comprometterne irrimediabilmente la qualità e la sicurezza. Per questo tutte le fasi di trasporto e movimentazione, comprese le operazioni di co-packing e co-manufacturing, non possono prescindere da un adeguato monitoraggio della temperatura.

Segue lo stesso principio anche il trasporto degli alimenti freschi, che richiede mezzi ad hoc per il trasporto refrigerato da 0 a 4°C. Rispettare ogni anello di questa catena permette di assicurare, sia alla GDO sia ai piccoli negozi di prossimità, alimenti freschi da banco sempre in ottime condizioni, anche quando si tratta di prodotti delicati o facilmente deperibili.

Il trasporto di alimenti termosensibili riguarda invece tutti quei prodotti particolarmente suscettibili agli sbalzi termici o a condizioni di temperatura al di fuori di un range specifico.

Fanno parte di questa categoria di beni alcuni oli a uso alimentare, diversi prodotti dolciari non considerati prettamente freschi e il cioccolato, appartenente a quella famiglia di prodotti alimentari sensibili sia alle basse sia alle alte temperature.

L’importanza del trasporto a temperatura controllata

Il rispetto scrupoloso di tutte le procedure a temperatura controllata fa sì che ogni prodotto possa giungere a destinazione mantenendo intatte le sue qualità organolettiche.

Non a caso, il trasporto degli alimenti è un elemento cruciale nella competitività nel settore agroalimentare, soprattutto in un paese come l’Italia, noto in tutto il mondo per la qualità delle sue produzioni.

Naturalmente, il mantenimento della catena del freddo non è soltanto una necessità dettata dalla volontà di mantenere alti gli standard qualitativi del prodotto, ma anche un obbligo disciplinato da una serie di leggi che regolano ogni aspetto della filiera.

Oggi, infatti, a indicare i protocolli da seguire sono sia le normative a livello europeo sia le linee guida prescritte dai piani di HACCP, che obbligano produttori, trasportatori e distributori ad attenersi a specifiche procedure di trasporto e distribuzione.

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Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.

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