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Usa: il mercato nero della pillola abortiva

Negli Usa l’inasprimento riguardo leggi sull’aborto, conseguente all’abolizione della sentenza Roe v. Wade lo scorso giugno, sta favorendo la nascita di un vero e proprio mercato nero online della pillola abortiva.

Aborto, pillola: i diritti delle donne negli Usa

Usa: il mercato nero della pillola abortiva

La situazione negli Usa dopo l’abolizione della storica sentenza Roe v. Wade sta precipitando. Praticare liberamente l’aborto non è più un diritto garantito per le donne, e nel mentre dilaga il mercato nero della pillola abortiva.

Il Wall Street Journal parla di numerosi siti web che promettono di spedire farmaci per l’interruzione di gravidanza in tutti gli Stati Uniti, senza prescrizione medica. C’è poca chiarezza su chi ci sia dietro la gestione di questi siti e sulla provenienza delle pillole.

Uno dato sembra essere certo: la vendita di pillole abortive è raddoppiata da quando la Corte Suprema ha rimosso la protezione costituzionale per l’aborto. C’è già chi è pronto a lucrare sulla paura delle donne.

Il mercato nero a cui si è dato vita non prevede regole di alcun tipo. Una confezione di farmaci può arrivare a costare fino a 500 dollari, con l’aggravante che chi acquista non ha nessun tipo di supporto medico. I compratori, inoltre, potrebbero essere puniti dalla giustizia, soprattutto negli Stati che hanno posto limiti stringenti alla procedura di aborto.

Il New York Times rivela che le multinazionali sono pronte già a lucrare sulla paura delle donne. “I team di investitori dietro a Plan B, la principale pillola del giorno dopo, sono pronti a fare un sacco di soldi”, scrive il magazine. Dal 2013 Plan B è diventato un farmaco da banco, quindi può essere acquistato senza ricetta. Il problema è che i produttori hanno vinto l’esclusiva, quindi non esistono farmaci generici che facciano concorrenza e abbassino il prezzo.

La situazione è gravissima. Chi è contro l’aborto potrebbe chiedere di limitare la vendita delle pillole. Il risultato sarebbe una catastrofe, dove ogni parte in gioco ha interessi diversi. Nel mezzo, ancora una volta, i diritti delle donne.

Francesca Mazzini

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