Cinema

Meryl Streep, la leggenda vivente degli ultimi quarant’anni

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Il 22 giugno 1949 nacque a Summit una bambina che avrebbe meritato un posto d’onore tra le personalità più autorevoli dello Star System. Si chiama Mary Louise Streep ed oggi il mondo intero la conosce come Meryl Streep. Settantadue anni dopo quest’attrice dal talento smisurato continua a stupire il pubblico con performance imprevedibili ed eccezionali. I record di candidature e le vittorie dei più importanti premi cinematografici non fanno altro che confermare il suo essere “migliore” in ogni personaggio in cui si trasforma. La sua è una bravura senza tempo, nonostante abbia prepotentemente reso ancor più bello il cinema dagli anni settanta ad oggi. Seconda solo a Katherine Hepburn, è oggi una delle tre attrici di tutti i tempi ad essersi guadagnata ben 3 Premi Oscar, senza contare le 21 nomination all’ambita statuetta d’oro. Questa è Meryl Streep, l’iconica e leggendaria attrice del grande schermo.

Credibile in ogni personaggio, l’attrice originaria del New Jersey, è famosa per la sua capacità di emulare qualsiasi accento ed adattarsi con facilità a diversi registri stilistici. Ha interpretato numerosi personaggi di carattere storico, così come donne moderne dalla forte leadership, madri irresponsabili e personaggi naif. Non esiste genere cinematografico che non abbia sperimentato, tra cui primeggia quello del musical, nel quale ha messo in evidenza le sue eccezionali doti canore e la sua preparazione degna della migliore Broadway. Nonostante diventare attrice non fosse il suo sogno, le sue doti naturali non sono passate inosservate quando, nel 1969, il suo professore universitario al Vassar College la vide recitare ne “La signorina Julie” e non potè fare a meno di dichiarare: “Non penso che nessuno abbia insegnati a Meryl a recitare. Se lo è insegnato da sola“.

Meryl Streep: alle prime armi davanti alla cinepresa

Quell’esperienza fu una vera e propria epifania per Meryl, che decise di trasferirsi a New York per studiare recitazione. Nel 1971 si laurea con lode alla Yale Drama School e partecipa a diverse rappresentazioni teatrali. Rimane, poi, folgorata dalla bravura di Robert De Niro in “Taxi Driver” e, così, decide che è arrivato il momento di provare ad entrare nel mondo del cinema. Una dei suoi primi provini si trasforma nell’espediente perfetto da raccontare a chiunque voglia fare l’attore e tema i rifiuti. Quando la Streep si presentò all’audizione per il ruolo da protagonista di “King Kong”, il produttore italiano Dino de Laurentis non ebbe dolci parole per la giovane attrice. Dopo il provino esclamò in italiano: “Che brutta! Perché me l’hai portata?”. Meryl capì quanto veniva detto e rispose: “Mi dispiace di non essere abbastanza bella per il tuo film, ma la tua è solo un’opinione tra tante ed ora vado a trovarne una più gentile“.

Con il senno di poi, pare inevitabile affermare che l’attrice di opinioni gentili ne ha incontrate a bizzeffe sul suo percorso. E’ Fred Zinnemann a darle la benedizione nel 1977 con il film “Giulia“, in cui la giovane recita una parte minore, ma che attrae le attenzioni di John Cazale. Il regista la sceglie per “Il cacciatore“, pellicola grazie alla quale Meryl recita con il suo idolo Robert De Niro e ottiene la sua prima nomination all’Oscar come “miglior attrice non protagonista”. Nel 1979 è, invece, sul set de “La seduzione del potere” e interpreta il personaggio di Jill in “Manhattan” di Woody Allen. E’ il ruolo di una madre che lotta con ferocia per l’affidamento del figlio a consacrarla “miglior attrice non protagonista”. Con “Kramer contro Kramer” la Streep si porta a casa anche un meritatissimo Golden Globe.

Meryl Streep e Robert De Niro ne "Il cacciatore" - Photo Credits: DiLei
Meryl Streep e Robert De Niro ne “Il cacciatore” – Photo Credits: DiLei

Meryl Streep: il successo tra gli anni ’80 e ’90

Con i fortunati esordi cinematografici ha inizio quella che potrebbe definirsi una vera e propria enciclopedia del cinema moderno. La Streep è più che richiesta e gli anni ’80 la vedono protagonista di diverse produzioni di spessore. Nel 1981 è a fianco di Jeremy Irons ne “La donna del tenente francese” e vince un BAFTA, mentre l’anno seguente ottiene il suo secondo Oscar per l’interpretazione di una donna polacca internata in un lager ne “La scelta di Sophie” di Alan J. Pakula. Tra i titoli indimenticabili compare, poi, “Innamorarsi”, in cui la Streep recita nuovamente con De Niro e aggiunge al suo palmares un David di Donatello. Nel 1981 è protagonista del film da Oscar diretto da Sydney PollackLa mia Africa“, che le apre le porte per “Heartburn – Affari di cuore“, “Ironweed” e “Un grido nella notte“.

Anche il decennio successivo le riserva un posto d’onore tra gli attori più apprezzati di Hollywood. Nel 1993 fa parte del cast stellare de “La casa degli spiriti“, adattamento cinematografico del romanzo di Isabel Allende diretto da Billie August. Ma è due anni dopo che la sua fama esplode, quando Clint Eastwood la vuole ne “I ponti di Madison County“, acclamato dalla critica e considerato uno dei 100 migliori film romantici della storia del cinema. Meryl si cala, poi, nel ruolo drammatico di una donna che lotta contro la leucemia nel 1996 in “La stanza di Marvin“. Seguono “Ballando a Lughnasa“, “La voce dell’amore” e “La musica nel cuore“, film che le regala la sua dodicesima nomination agli Oscar nella categoria “miglior attrice”.

Meryl Streep e Clint Eastwood ne "I ponti di Madison County" - Photo Credits: Noi degli 80-90
Meryl Streep e Clint Eastwood ne “I ponti di Madison County” – Photo Credits: Noi degli 80-90

Meryl Streep: gli ultimi dieci anni di un’attrice senza tempo

Nel 2001 vince, invece, il suo quarto Golden Globe per l’ interpretazione ne “Il Ladro di orchidee” di Spike Jonze, film più che apprezzato anche al Festival del Cinema di Berlino. Da giornalista si trasforma in capo redattrice di una famosa rivista di moda ne “Il diavolo veste Prada“, commedia nella quale la sua bravura non passa ancora una volta inosservata. Veste i panni della divertente Donna Sheridan nella versione cinematografica di “Mamma Mia!” e riceve pure una candidatura ai Grammy Award per il suo contributo alla colonna sonora del film. Anche le interpretazioni in “Il dubbio” e “Julie & Julie” le regalano ulteriori soddisfazioni.

Nel 2011 la regista Phyllida Lloyd le affida il difficile compito di interpretare Margaret Thatcher nel film “The Iron lady” e Meryl Streep ringrazia con il suo terzo Oscar come “miglior attrice protagonista”. Da allora l’attrice ha continuato ad essere inclusa nelle short list dei miglior premi internazionali. Tra le interpretazioni da ricordare ci sono quelle in “Into the Woods“, “Florence” e “The Post”. In conclusione una cosa è certa: finché c’è Meryl ci sono nomination!

Meryl Streep in "The Iron Lady" - Photo Credits: Radio Deejay
Meryl Streep in “The Iron Lady” – Photo Credits: Radio Deejay

Marta Millauro

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