MES, come funziona e perché se ne parla

Meccanismo Europeo di Stabilità, (MES): in cosa consiste il Fondo salva-Stati e come funziona

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (in inglese Euopean Stability Mechanism; ESM), è un’ organizzazione intergovernativa europea (sul modello del FMI), con capacità massima di circa 700 miliardi di euro, attiva dal luglio del 2012.

L’Italia contribuisce con il 17,8%, pari a 14 miliardi di capitale versato, ma può rispondere fino a 125 miliardi.

Il MES è regolato dalla legislazione internazionale, con sede a Lussemburgo ed è gestito da:

  • un Board of Governors (Consiglio dei governatori), formato dai ministri finanziari dell’area euro;
  • un Board of Directors (Consiglio di amministrazione) con a capo Mario Centeno, Presidente Eurogruppo;
  • un direttore generale (Klaus Regling), con diritto di voto, il cui compito è quello di gestire gli affari del MES seguendo le direttive dei primi due.

Il commissario UE agli Affari economico-monetari e il presidente della BCE , partecipano nel ruolo di osservatori. 

Come funziona il Fondo salva-Stati?

Il compito del MES è quello di emettere dei prestiti per assicurare l’assistenza finanziaria a tutti i Paesi in difficoltà, al fine di salvaguardare la stabilità dell’intera area euro e dei suoi membri.

Diversi sono gli strumenti a disposizione:

  • concessione di prestiti per garantire una correzione macroeconomica (soluzione adoperata da Irlanda, Portogallo,Cipro e Grecia)
  • Prestito per la ricapitalizzazione indiretta della banche (adoperato dalla Spagna).

Ricapitalizzazione diretta, linee di credito precauzionali e acquisti di titoli sul mercato primario e secondario, sono altri strumenti previsti dal MES ma fino ad ora non ancora utilizzati.

Concessione di aiuti e condizioni

I prestiti vengono concessi solo dopo la sottoscrizione di una lettera di intenti o protocollo d’intesa (Memorandum of Understanding), da parte del Paese richiedente.

Solitamente vengono richieste riforme specifiche, con lo scopo di eliminare o limitare le difficoltà economiche del Paese, ma a condizioni molto severe.

Le condizioni, in caso di conferma della riforma MES, sarebbero le seguenti: non essere in procedura d’infrazione; vantare un deficit inferiore al 3% da almeno due anni; avere un rapporto debito/PIL sotto il 60%.

Ad essere riviste in maniera più dettagliata sarebbero le condizioni per l’attivazione della PCCL (Precautionary Conditioned Credit Line), ovvero un sistema di aiuto finanziario, in caso di problematiche all’interno del mercato del debito di un Paese che appartiene all’Eurozona.

Perché se ne parla

Il MES è tornato protagonista nel ciclone mediatico dopo le varie dichiarazioni di Matteo Salvini, il quale ha accusato il Premier Conte di aver firmato, in segreto, un accordo con l’Europa sulla riformazione del MES, con conseguenze che potrebbero essere disastrose per l’Italia.

Attuando le modifiche, infatti, verrebbero imposti dei requisiti strettissimi, rendendo quasi impossibile beneficiare del fondo in caso di necessità.

Il tutto come ha detto Salvini senza l’autorizzazione del Parlamento e della Lega, che ai tempi della firma sull’accordo per la modifica MES, erano ancora al Governo.

Aspetti positivi e aspetti negativi

Uno degli aspetti positivi è il fatto che si approva finalmente il backstop, la rete di sicurezza finanziaria per il fondo di risoluzione delle banche.

Un aspetto negativo, per Paesi in condizioni di finanza pubblica come l’Italia, è che elimina le possibilità di sostegno finanziario senza dover ristrutturare il debito pubblico.

La riforma aiuta i Paesi virtuosi ma rende meno stabili i Paesi come l’Italia.

Ultime news

Oggi, l’intervento di Conte si è svolto dalle 13 alla Camera e alle ore 15.30 al Senato, in merito ad un’informativa urgente sulle modifiche al Trattato sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes).

Il Premier, ha ancora una volta respinto le accuse “infamanti” di alto tradimento lanciate da Matteo Salvini, attaccando le opposizioni di aver irresponsabilmente diffuso notizie palesemente false.

Ha voluto far sapere, attraverso l’analisi di tutto l’iter, che il governo giallo verde, di cui faceva parte la Lega, era a conoscenza di ogni dettaglio.

Lo scontro è appena cominciato.

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