Il Met Gala 2025 si è acceso sotto i riflettori del Metropolitan Museum, regalando una serata di moda e significati culturali. Tema dell’edizione: “Tailored for You”, un tributo alla sartorialità come espressione personale e politica, in connessione con la nuova mostra del Costume Institute, “Superfine: Tailoring Black Style”.

Met Gala 2025: sartorialità, identità e spettacolo sul blue carpet più atteso dell’anno

Met Gala 2025

Come ogni anno, il primo lunedì di maggio ha trasformato l’Upper East Side in una passerella esclusiva. Quest’anno, il tappeto – che in realtà è un blue carpet dai toni scuri e fioriti – ha accolto ospiti da tutto il mondo per celebrare non solo lo stile, ma il potere del vestire come costruzione dell’identità Black.

Il dress code, fedele al tema “Tailored for You”, ha portato in scena interpretazioni sofisticate del completo sartoriale, simbolo della mostra e dell’estetica Black Dandyism, con accenti teatrali, tocchi vintage, dettagli couture e riferimenti culturali forti. Il risultato? Una carrellata di look che hanno dominato la conversazione online e che faranno scuola per mesi.

Zendaya, Sadie Sink e Lorde dominano (e Rihanna annuncia la sua gravidanza)

Tra le prime a sfilare, Heidi Klum ha scelto l’eleganza senza fronzoli con un abito nero senza spalline, minimalista ma d’impatto. Anche Sadie Sink, volto di Stranger Things e protagonista a Broadway, ha optato per il nero: il suo abito, total black con dettagli in pizzo, giocava con texture e trasparenze, creando un mix tra romanticismo gotico e modernità.

Zendaya è arrivata con un completo bianco su misura di Louis Vuitton, disegnato da Pharrell Williams. L’ensemble, ispirato allo stile zoot suit anni ’70, comprendeva pantaloni a zampa, un gilet, una camicia con cravatta e una giacca con dettagli argentati, tra cui una spilla a forma di serpente. Completava il look un ampio cappello a tesa larga.

Lorde fa il suo ritorno sul carpet del Met Gala in Thom Browne: un doppio pezzo con un crop top (che in realtà copre solo il davanti) e una gonna a sirena total iron. A completare una giacca oversize, che un po’ anticipa quale potrà essere l’aesthetic del nuovo progetto della cantante.

Rihanna l’ha fatto ancora una volta: ha annunciato la sua terza gravidanza nel migliore dei modi. la cantante ha indossato un completo grigio a costine composto da una gonna e un crop top, che metteva in evidenza il pancione. Ha completato l’outfit con calze al ginocchio abbinate, un cappello cloche in lana e una stola di visone decorata con una spilla scintillante, richiamando lo stile degli anni ’20 .

Sydney Sweeney ha invece puntato sul glamour con un abito scintillante firmato Miu Miu, arricchito da maniche frangiate, dettagli dorati e un taglio cut-out strategico sul décolleté. Il look, ispirato all’iconica Kim Novak, omaggia il personaggio che interpreterà nel prossimo film Scandalous, diretto da Colman Domingo.

Proprio Domingo, co-chair dell’evento, ha conquistato tutti con uno dei look più scenografici della serata: una cappa blu regale firmata Valentino, abbinata a un bustino dorato che ricordava un’armatura – un omaggio stilistico al compianto André Leon Talley, storico volto di Vogue.

Altro co-chair, Lewis Hamilton ha scelto la maison Louis Vuitton per il suo look monocromatico color crema, arricchito da una giacca tempestata di perline e paillettes e un basco in tono. Ai piedi, mocassini neri lucidi a contrasto.

L’attrice Whoopi Goldberg ha stupito con un cappello a cilindro total black, mentre Teyana Taylor ha portato in scena un sofisticato gioco di riferimenti personali: il suo look – realizzato con la consulenza della costumista premio Oscar Ruth E. Carter – era ispirato alla sua canzone “Rose in Harlem” e includeva una mantella con scritte e pieghe che ricordavano il fiore da cui trae il titolo.

La presenza dell’autrice e curatrice ospite della mostra, Monica L. Miller, ha dato ulteriore profondità al red carpet. Miller, professoressa al Barnard College, ha firmato il libro Slaves to Fashion, alla base del concept della mostra “Superfine”, rendendo questo gala uno dei più rilevanti culturalmente degli ultimi anni.

Accessori protagonisti: l’era del cappello

Un altro dettaglio ricorrente? I copricapi. Cappelli e berretti hanno dominato la scena: Lewis Hamilton con il suo basco crema, Teyana Taylor con il suo fedora rosso intenso, Kwame Onwuachi con una corona nera ricamata e Kara Young con un cappello marrone hanno dimostrato che l’accessorio giusto può elevare un look e caricarlo di significato.

Tra moda e attivismo

Anche la politica ha trovato spazio sul tappeto blu. Brad Lander, candidato sindaco di New York, ha sfilato con la figlia Rosa, che indossava una giacca con il logo del sindacato International Ladies’ Garment Workers’ Union, richiamando l’attenzione sui diritti dei lavoratori nel settore moda.

All’esterno, gruppi di manifestanti pro-Palestina si sono radunati lungo la Fifth Avenue. Una presenza ormai ricorrente al Met, dove il contrasto tra l’esclusività dell’evento e le istanze sociali fuori dalle sue mura diventa sempre più parte del racconto complessivo.

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