Cinema

Michael J. Fox, non tutti sanno che rischiò di morire in “Ritorno al futuro”

“Scusa la rozzezza di questo modello ma non ho avuto il tempo di farlo in scala”. Avanti e indietro tra passato e presente. Uno stravagante scienziato per amico, EmmettDocBrown (Christopher Lloyd), inventore di una bizzarra macchina del tempo. Il modello DeLorean DMC-12 ‘truccato’, come prototipo. Si va indietro fino al 1955, in “Ritorno al futuro“, grazie ad un esperimento con il cane di quest’ultimo, Einstein, un nome di razza. Michael J. Fox, il diciassettenne californiano Marty, è il miglior amico del dottore; sognava di fare la rockstar, si ritrova aiutante delle bizzarre imprese, e degli esperimenti fuori calcolo dell’inventore.

Un successo senza precedenti, ‘senza ritorno’. E pensare che la sceneggiatura di “Ritorno al futuro” è stata rifiutata oltre 40 volte prima di essere accettata da Steven Spielberg. Le riprese furono avventurose e inverosimili: Michael J. Fox rischiò di soffocare. Perse i sensi, ma, per fortuna, il regista se ne è accorse in tempo: «Ho dondolato incosciente per diversi secondi prima che Bob Zemeckis, pur essendo un mio fan, si rendesse conto che io non ero così bravo come attore», ha scritto nella sua autobiografia Michael ricordando l’episodio. Dormiva una media di cinque ore a notte durante i set. Ma fu il film della vita per lui. “Grande Giove!”. È il caso di esclamare, la citazione più famosa di DOC.

Michael, effetti speciali anni ’80

Allora, dimmi, ragazzo del futuro… chi è il presidente degli Stati Uniti nel 1985? ” , “Ronald Reagan” , “Ronald Reagan?! L’attore?! E il vicepresidente chi è? Jerry Lewis?! Suppongo che Marilyn Monroe sia la First Lady! E John Wayne è il ministro della guerra!“. Fu proprio il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, a fare un riferimento esplicito alla pellicola ricordando la battuta diventata famosissima: «Come hanno detto nel film “Ritorno al futuro”: “Dove stiamo andando, noi non servono strade”». Michael J. Fox scoprì che ci sarebbe stato un sequel di «Ritorno al futuro» soltanto dopo aver rivisto il film in videocassetta. Notando nel finale la scritta «To be continued» (aggiunta in post produzione e non vista nei cinema). E chiamò subito il suo agente per assicurarsi di essere ancora lui nel progetto.

In origine la macchina del tempo doveva essere un frigorifero. Zemeckis, spalla di Spielberg, decise di cambiare mezzo, optando per la DeLorean. Preoccupato che i ragazzi, per imitare le scene del film, si potessero accidentalmente chiudere all’interno del frigorifero di casa.  L’auto dalle porte ad ala di gabbiano e un corpo d’acciaio inossidabile; un grigio lunare riflettente bagliori come nello spazio. Fu la sostituta del portellone frigo. La mitica supercar americana, disegnata da Giorgetto Giugiaro, resa immortale dalla trilogia di “Ritorno al Futuro“, verrà rimessa in produzione alla fine del 2008.

Alieno chi non vide il film..

Michael eseguirà dal vivo Johnny B. Goode, celebre brano rock ‘n’ roll, che all’epoca non poveva essere ancora composto, e che sarebbe stato portato al successo dallo stesso Chuck Berry: “Forse non siete ancora pronti per questo suono… ma ai vostri figli piacerà!”. Sarà il ballo, in cui i suoi genitori si baciano per la prima volta. Il giubbotto di Marty o il camice di Doc, i ragazzi vestivano così, emulando miti, pronti a volare in orbita nei loro sogni. Vecchio come guardare nell’oblò della lavatrice, il desiderio di ‘scavalcare’ in altri mondi. Trent’anni fa iniziò la saga cinematografica, e ancora ne parliamo. Missione compiuta: il futuro si è avvicinato!

Federica De Candia. Seguici sempre su MMI e Metropolitan Cinema!

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