Da quando il comitato organizzativo aveva annunciato la partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, che si svolgerà questa sera presso lo Stadio San Siro, una fetta della classe politica si era scatenata in una serie di feroci critiche contro il rapper. Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani del governo Meloni, aveva dichiarato che, sul palco dell’evento, «non sarà espresso il pensiero di Ghali», riferendosi probabilmente alle posizioni del cantante su Gaza. «Ritengo che un Paese debba saper reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco», aveva poi aggiunto.
Gli aveva subito fatto eco la Lega, che aveva commentato: «Davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico pro-Pal». Anche Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, aveva espresso perplessità riguardo alla presenza dell’artista, affermando: «Spero che Ghali abbia ricevuto indicazioni e linee guida sul ruolo che deve svolgere. Mi auguro dunque che capirà cosa fare in quel contesto e in quel momento».
La risposta di Ghali alle critiche ricevute dalla destra
Fino ad ora, Ghali non si era espresso in merito. Alla vigilia della cerimonia d’apertura, però, ha voluto dire la sua attraverso un breve testo indirizzato «a tutti», accompagnato da un laconico «a domani». Riportiamo, di seguito, il testo integrale della lettera aperta del cantautore.
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro.
Federica Checchia





