La moda, da sempre è stata lo specchio della società. Proprio come lei, sta vivendo una trasformazione che man mano supera le regole delle categorie di genere. Non stiamo parlando quindi soltanto di tendenza, ma di una moda fluida che rivede il modo in cui ci relazioniamo con i vestiti ed i messaggi che vogliamo trasmettere attraverso essa. Le passerelle ed i marchi, sia di lusso che non, stanno demolendo le vecchie convenzioni, celebrando così l’individualità senza limiti passati.

La moda fluida che sconfina: dal genere al gesto

Per anni abbiamo visto una netta divisione tra la “sezione uomo” e la “sezione donna” nei negozi di abbigliamento. Una dicotomia, molto radicata, che ha dettato non solo il design dei vestiti ma anche il modo che abbiamo di percepirci. Oggi questa è una struttura che sta crollando, in particolare la Gen Z, rifiuta sempre più le etichette e cerca un modo di vestire che rifletta la propria identità fluida.

moda fluida passerella Gucci
Gucci/fall 2022

I pionieri dell’estetica fluida

Sempre più brand lanciano collezioni “gender-neutral” o “gender-fluid”, pensate per chiunque voglia indossarlo.

Jean Paul Gaultier è stato uno dei primi a sfidare le convenzioni di genere. Già negli anni ‘80 ha introdotto le gonne per gli uomini nelle sue collezioni, aprendo la strada ad una moda più inclusiva e non binaria in anni in cui era ancora un grande tabù parlarne.

Anche in Italia è un’idea che si fa sempre più spazio; con Valentino, la maison italiana, ha abbracciato la fluidità di genere con le sue campagne pubblicitarie. Un esempio è l’autoritratto di Michael Bailey Gates del 2021 che tra tante polemiche, ha celebrato la diversità di sé.

I vestiti sono un mezzo di espressione personale, un linguaggio universale che celebra la diversità in tutte le sue forme.

Margherita Pellegrino

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