Cinema

“Mona Lisa and the Blood Moon”: New Orleans e il carnevale psichedelico di Lily Armipour

New Orleans è psichedelica in “Mona Lisa and the Blood Moon”, film in concorso a Venezia 78. I colori, i suoni, i costumi: tutto è esagerato, caotico. E’ un continuo carnevale, in cui il tempo non si riesce a controllare. Ana Lily Armipour torna in sala con una storia che omaggia la follia. Una commistione di generi, un racconto che spazia dal fantasy all’horror, se così può essere definito. La regista americana dalle origini iraniane gioca con l’estetica e crea un’opera fresca e moderna, in cui la musica e la stessa Bourbon Street diventano dei protagonisti aggiunti ed essenziali.

In “Mona Lisa and the Blood Moon” è l’originalità ad essere premiata. Il ruolo dell’outsider, dell’escluso, dello strambo diventa fondamentale per lo sviluppo narrativo. Gli stessi attori del cast, ovvero Kate Hudson, Ed Skrein e Craig Robinson hanno ricordato in conferenza stampa di essersi sentiti “strani” nel corso della vita, sottolineando di come questa caratteristica faccia spesso parte dell’essere artista.

“Mona Lisa and the Blood Moon”: I protagonisti

Una riflessione attenta sulle sfumature dei personaggi piuttosto che sulla storia è, perciò, essenziale. Kate Hudson si trasforma in Bonnie, una madre che ben si allontana dai canoni della classica casalinga. Si tratta di una donna indipendente, dura, ironica, che non conosce il pudore. Lavora come spogliarellista in un night club e non lo nasconde, rivendicando la dignità di questa professione. Ha un rapporto alla pari con il figlio dodicenne Charlie, che tratta come se fosse un adulto, lasciando da parte compassione e ansia genitoriale. Nonostante i problemi economici e una quotidianità difficile da superare cammina a testa alta, apparendo a tratti spocchiosa e irriverente. 

Il brillante ragazzino è, invece, interpretato da Evan Whitten. Il suo è un personaggio che denota una maturità insolita. Comprende la situazione della madre e cerca di non giudicarla, seppur nei momenti di litigio tiri fuori un atroce rancore nei suoi confronti. Charlie è un bambino autonomo, riflessivo, intelligente. Nonostante sia vittima di bullismo, minimizza la questione affermando: “Il bullismo è quando qualcuno sa quale è la cosa di cui ti vergogni di più e inizia a prenderti in giro proprio su quella”. Sfoga i suoi problemi adolescenziali nell’heavy Metal e nel disegno per cui nutre una grande passione. E’, inoltre, un bambino leale, capace di amare senza mezzi termini.

In questo carnevale psichedelico incontriamo il tocco fantasy del film, ovvero Mona Lisa (Jeon Jong-seo). Il suo è un personaggio dai poteri paranormali. L’introversa ragazzina rasenta pazzia e voglia di vendetta nei confronti di una società che esclude il diverso. Introversa più che mai, si esprime attraverso lo sguardo, letale per chiunque lo incontri. Non ha stima nei confronti delle persone, ma riconosce la bontà in pochi eletti. La sua magia è uno specchietto per le allodole e la vendetta nei confronti degli impostori è pronta ad essere servita su un piatto fluorescente. 

Tra le persone che le ispirano fiducia c’è Fuzz (Ed Skrein). Biondo, fisicato e con un look a dir poco colorato, ha la passione per la musica elettronica. Dj e spacciatore allo stesso tempo, gira con la sua macchinina dagli interni zebrati e con una palla stetoscopia al posto dell’arbre magique. L’estetica è tutto per lui, come testimonia l’arredamento neon dipendente della casa. Vive grazie ad azioni illegali, ma il suo è un personaggio buono, con un accento importante ed un ghigno che non si dimentica.

Il personaggio che, invece, si distanzia maggiormente dalle figure appena analizzate è quello dell’agente Harold (Craig Robinson). Caratterizzato da una fisicità importante, che poco si sposa con il ruolo di un poliziotto, i suoi modi hanno un fare estremamente comico. Non riesce a correre e ad inseguire i ricercati per via della sua gamba zoppa. E’, inoltre, un vero è proprio fifone che non ha alcuna autorità sui ricercati, nonostante cerchi in tutti i modi di alzare la voce contro di loro. E’ un vero strambo nelle forze dell’ordine. La loro unicità darà vita a qualcosa di insolito, ad un’avventura nella movimentata e pericolosa New Orleans. Una cosa è certa: ognuno avrà il suo strambo riscatto sociale

Marta Millauro

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Ph: tg24.sky.it

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