Calcio

Mondiali ogni due anni, la FIFA ammette: “Ricavi da 4 miliardi di dollari”

Si va verso la decisione definitiva ed ufficiale. I Mondiali ogni due anni, ormai, sembrano una realtà pronta ad affacciarsi rapidamente sull’universo calcistico, con la FIFA che sta studiando il modo migliore per attuarli e, soprattutto, il richiamo economico che avrà indietro. Lo studio Nielsen ha evidenziato come, nel giro di quattro anni, gli introiti potrebbero arrivare a 4 miliardi di dollari, mentre il torneo potrebbe incrementare fino a 11,4 miliardi se si passerà a 48 squadre.

Mondiale ogni due anni, parola al presidente della FIFA

Ecco le parole di Gianni Infantino, presidente della FIFA:

“La nostra intenzione è quella di aiutare a ‘colmare il divario’ tra le Federazioni iscritte alla Fifa e dare al maggior numero di loro una possibilità più realistica di giocare sulla scena globale. Queste entrate aggiuntive consentirebbero ai fondi di solidarietà di passare dall’attuale livello di 6 milioni di dollari per ciclo a un potenziale di 25 milioni di dollari in media per associazione membro della Fifa nel primo ciclo di quattro anni, con l’effettiva distribuzione soggetta alla governance della Fifa”.

Lo studio di OpenEconomics

OpenEconomics ha analizzato anche i dati sull’impatto socio-economico elaborando uno studio che certificherebbe il pensiero dell’organo internazionale di calcio e dello studio Nielsen:

“l passaggio a un ciclo biennale del Mondiale maschile produrrebbe un aumento del prodotto interno lordo di oltre 180 miliardi di dollari in un periodo di 16 anni, generando al contempo due milioni di posti di lavoro a tempo pieno. Sebbene le competizioni calcistiche locali e globali possano essere percepite come prodotti competitivi, il fatto è che le tendenze storiche dei ricavi dei club più rilevanti e dei tornei finali delle Nazionali non mostrano alcuna rivalità apparente tra i due. I ricavi generati dai primi 5 campionati europei e dalla Uefa Champions League sono aumentati costantemente di anno in anno, indipendentemente dalla sovrapposizione delle fasi finali delle principali squadre Nazionali (vale a dire Coppe del Mondo ed Europei). In altre parole, la programmazione delle competizioni rilevanti per le squadre Nazionali non sembra penalizzare i ricavi generati dalle più importanti competizioni nazionali e internazionali per club”.

Di conseguenza, le traiettorie storiche non mostrano correlazioni negative tra i ricavi generati dalle fasi finali delle squadre Nazionali e dai campionati per club – conclude OpenEconomics -. Inoltre, i dati empirici raccolti nell’ultimo decennio evidenziano che, complessivamente, la crescita percentuale dei ricavi dei top 5 campionati europei è stata maggiore nelle stagioni con una fase finale delle Nazionali in programma rispetto ad altre in cui non si sono svolte tali tornei

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(Credit foto – pagina Facebook Sport management group)

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